Il prossimo 5 maggio, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro studi “Gioacchino e Napoleone”, denominata “5 maggio”, giunta alla ventitreesima edizione. La manifestazione, storicamente e da sempre organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro Studi “Gioacchino e Napoleone”, ha il merito di analizzare ed accendere i riflettori su vari aspetti del periodo storico in argomento. Il nuovo incontro, predisposto dalle due co-associazioni reggine, registra le presenze della ricercatrice toscana Elena Pierotti e di Gianni Aiello (Presidente delle due co-associazioni reggine).
Elena Pierotti, laureata in storia presso l’Università di Pisa, collabora con diverse riviste specializzate ed è autrice di alcune pubblicazioni scientifiche. La graditissima ospite relazionerà sul tema “I Bonaparte poco esplorati”, mentre Gianni Aiello farà una breve analisi sulle vicende di prigioniero inglese nella provincia della Calabria Ultra.
Al centro dell’iniziativa, ancora una volta, il cosiddetto “Decennio francese”, come definito dallo storico calabrese Umberto Caldora, periodo che ha visto succedersi sul trono del Regno di Napoli prima Giuseppe Bonaparte (1806-1808), fratello maggiore dell’Imperatore Napoleone, e successivamente Gioacchino Murat (1 agosto 1808 – 3 maggio 1815), dopo il passaggio di Giuseppe al trono di Madrid (6 luglio 1808 – 11 dicembre 1813).
Giuseppe Bonaparte fu nominato Re di Napoli l’11 marzo 1806 e, dal 30 marzo, ebbe inizio il suo mandato reale. Nel periodo compreso tra il 1806 e il 1808 furono avviati numerosi provvedimenti che investirono tutti i campi dell’amministrazione, determinando una profonda trasformazione dello Stato e della società.
Nella capitale vennero istituiti i ministeri di Polizia generale, Interni, Finanze, Giustizia, Esteri e Guerra, che formarono gli organi centrali dell’apparato governativo. Momento essenziale della modernizzazione fu l’eversione della feudalità, che eliminò privilegi e differenze tra i cittadini nel campo giudiziario e fiscale, favorendo l’ascesa della borghesia come classe dirigente.
Il territorio fu suddiviso in 14 province, ciascuna guidata da un intendente con poteri di controllo sui Comuni. Successivamente, nominato il 7 luglio 1808 re di Spagna e delle Indie, Giuseppe Bonaparte promulgò da Baiona una costituzione che decretò la fine dell’antico regime in Spagna.
Durante questo periodo, il Mezzogiorno fu interessato da profonde trasformazioni sociali, culturali ed economiche, temi che saranno al centro della nuova edizione della giornata di studi.
La conversazione, organizzata dalle due co-associazioni culturali reggine, sarà disponibile sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete a partire da martedì 5 maggio.
