Si è concluso con un successo oltre le aspettative l’incontro “La Trappola di Venere”, tenutosi ieri pomeriggio presso la prestigiosa cornice di Villa del Cavaliere a Reggio Calabria. L’evento ha segnato un punto di svolta nel dibattito locale sulla prevenzione della violenza, spostando il focus sulla consapevolezza e sulla responsabilità maschile attraverso un approccio multidisciplinare e analitico. L’iniziativa ha visto la partecipazione di una platea qualificata composta da medici di medicina generale, operatori del settore socio-sanitario, esponenti dell’avvocatura e del mondo imprenditoriale, tutti uniti dalla volontà di costruire una rete territoriale solida e operativa.
I punti chiave dell’incontro
Il programma, moderato dal Dott. Giuseppe Galletta, ha sviscerato il tema della violenza non solo come emergenza sociale, ma come fenomeno da intercettare nelle sue fasi embrionali:
- Il ruolo della medicina di base: È emersa con forza la centralità del medico di famiglia come “primo baluardo”, capace di cogliere i segnali di malessere maschile prima che degenerino in patologie comportamentali o atti di violenza.
- Sinergia istituzionale e terzo settore: Gli interventi della Dott.ssa Daniela De Blasio (LIDU) e della Dott.ssa Francesca Mallamace (Centro Antiviolenza Angela Morabito) hanno sottolineato l’importanza di un protocollo d’azione che unisca la tutela dei diritti fondamentali all’accoglienza protetta.
- Nuove sfide digitali: Particolare interesse ha suscitato il focus sulle nuove forme di violenza legate all’Intelligenza Artificiale e ai deepfake, temi che hanno richiamato l’attenzione degli imprenditori presenti sulla necessità di una cultura digitale etica e sicura.
- Visione progettuale: L’intervento di Gianluca Mech, ideatore del progetto, ha collegato le diverse anime dell’incontro, ribadendo che la prevenzione passa inevitabilmente per un’educazione sentimentale e una nuova definizione della responsabilità maschile.
Una rete per il futuro
Il successo della serata non risiede solo nell’alta affluenza, ma nella qualità del dialogo instaurato tra i diversi ordini professionali. Gli avvocati presenti hanno approfondito le prospettive giuridiche della violenza economica e psicologica, mentre gli operatori sanitari hanno condiviso percorsi di uscita dalla violenza già attivi sul territorio reggino.
“L’obiettivo di ‘Fare Rete’ è stato pienamente raggiunto” è stato il commento a chiusura dei lavori. “La presenza di così tante professionalità diverse dimostra che la comunità di Reggio Calabria è pronta a passare dalla fase della denuncia a quella dell’azione preventiva e strutturata.” L’evento si è concluso con l’impegno formale di dare seguito a questa giornata con tavoli tecnici periodici, affinché la “Trappola di Venere” diventi un modello permanente di analisi e intervento sociale.
