Contratti pirata: depositata alla Camera una proposta di legge per la certificazione pubblica dei CCNL

Il Segretario Generale Prudenzano: “Un contributo tecnico al confronto che si apre nei prossimi mesi tra parti sociali e Governo”

Il 15 aprile 2026 è stata depositata alla Camera dei deputati una proposta di legge organica sulla certificazione pubblica dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Il testo è frutto del lavoro tecnico del Centro Studi Confintesa e definisce un sistema di certificazione dei CCNL basato su sei criteri oggettivi e misurabili, l’istituzione di un’Autorità tecnica presso il CNEL, un registro pubblico con codice univoco collegato ai flussi Uniemens dell’INPS, e l’applicazione obbligatoria dei soli CCNL certificati negli appalti pubblici.
La proposta si inserisce nel quadro del confronto che si apre nei prossimi mesi tra Governo, parti sociali e Parlamento sui temi del salario equo e della qualità della contrattazione collettiva, in attuazione della legge delega n. 144/2025. Il testo era già stato depositato al CNEL nel febbraio 2026 con protocollo n. 1518/SG e trasmesso nei mesi successivi a tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato.

Le dichiarazioni di Prudenzano

“Il problema dei contratti sotto-standard è un problema reale, e il dato richiamato in questi giorni — 154.000 lavoratori del solo terziario con perdite fino a 8.000 euro annui e welfare azzerato — lo conferma”, dichiara Francesco Prudenzano, Segretario Generale di Confintesa. “Per affrontarlo servono strumenti tecnici: un metodo di confronto oggettivo tra i contratti, un registro pubblico consultabile, un codice univoco che renda tracciabile cosa si applica davvero nelle buste paga. La nostra proposta di legge offre un impianto normativo di sei criteri misurabili, frutto di oltre un anno di lavoro del nostro Centro Studi. È un contributo al confronto, non una precondizione”.

I sei criteri di certificazione. La proposta (Art. 4) prevede che ogni CCNL sia certificato da una Autorità tecnica sulla base di sei parametri verificabili: (1) minimi retributivi conformi all’art. 36 della Costituzione, (2) classificazione professionale coerente con il settore, (3) orario di lavoro, (4) welfare contrattuale (sanità integrativa e previdenza complementare), (5) diritti sindacali, (6) coerenza con il codice ATECO del settore. I criteri sono oggettivi e misurabili — come richiesto dalla sentenza n. 156/2025 della Corte costituzionale in materia di classificazione dei contratti collettivi.

Registro pubblico e codice univoco. L’Art. 5 istituisce un registro telematico dei CCNL certificati, con API pubbliche e codice univoco obbligatorio nei flussi INPS-Uniemens. È una misura di trasparenza coerente con il percorso di recepimento della Direttiva UE sulla Trasparenza Salariale: rende tracciabile, contratto per contratto, cosa viene effettivamente applicato nei rapporti di lavoro.

Appalti pubblici. L’Art. 8 stabilisce che negli appalti pubblici potranno essere applicati esclusivamente CCNL certificati. L’intervento completa l’impianto già previsto dall’Art. 11 del D.Lgs. 36/2023 sull’equivalenza delle tutele, superando l’attuale incertezza applicativa.

Libertà di scelta sindacale. L’Art. 9 introduce il principio della delega universale: ogni lavoratore potrà scegliere liberamente a quale sindacato versare la quota associativa, indipendentemente dal CCNL applicato dal datore di lavoro. È un principio di libertà sindacale che rafforza la pluralità della rappresentanza.

Schede comparative di oltre 20 CCNL

“Il metodo tecnico è già operativo”, aggiunge Prudenzano. “Su contrattipirata.it abbiamo pubblicato le schede comparative di oltre 20 CCNL, costruite con la metodologia TEC/TEN sviluppata dal nostro Centro Studi. È un lavoro pubblico, replicabile, consultabile gratuitamente da chiunque. Lo mettiamo a disposizione del confronto che si apre nei prossimi mesi”, sottolinea.

Festival del Lavoro 2026. La proposta di legge sarà presentata nell’ambito del convegno “Salario giusto, contratto giusto: cosa serve alle imprese e ai lavoratori”, promosso da Confintesa al Festival del Lavoro 2026 (Roma, La Nuvola, 23 maggio), con la partecipazione di parlamentari, giuristi e giornalisti. Confintesa sarà Main Sponsor del Festival con uno stand dedicato, che ospiterà un corner specifico su contrattipirata.it e sulle schede comparative dei CCNL.