Esce in occasione del 40° anniversario del disastro di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile 1986, il libro “Chernobyl. Il Canto della Foresta Rossa” di Alessandra Pescetta, con postfazione di Paolo Pecere. Il volume sarà presentato martedì 28 aprile alle ore 17.30 presso il foyer del Teatro Massimo Bellini di Catania (via G. Perrotta 12), in un evento che unisce incontro pubblico e performance per voce e immagini. Insieme all’autrice parteciperanno Giovanni Cultrera di Montesano, sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, Fabrizio Maria Carminati, direttore artistico del teatro, Ombretta Grasso, giornalista de La Sicilia, Gioacchino Palumbo, regista e docente teatrale, e Giovanni Calcagno, attore.
Durante l’incontro, Ombretta Grasso guiderà la conversazione, mentre Gioacchino Palumbo offrirà alcune riflessioni sul testo e sul suo rapporto con il linguaggio scenico. Sono previste videoproiezioni tratte dal poema multimediale e letture di Giovanni Calcagno.
L’evento si inserisce nel percorso artistico avviato dall’autrice proprio al Teatro Massimo Bellini, dove nel febbraio scorso ha presentato in anteprima internazionale il poema multimediale Foresta Rossa – Il canto silenzioso di Chernobyl, prodotto dallo stesso teatro. La presentazione del libro rappresenta così un’appendice di risonanza di quel progetto, prolungandone l’esperienza tra parola, visione e memoria. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la libreria Cavallotto.
Il libro: dalla catastrofe al mito della Foresta Rossa
Il volume prende le mosse dal disastro nucleare di Chernobyl e dal mito della Foresta Rossa, un bosco situato nell’oblast’ di Kyiv, tra Ucraina e Bielorussia, trasformato in pochi istanti da radiazioni tali da mummificare gli alberi e tingere il paesaggio di rosso. Un ecosistema diventato un laboratorio naturale unico al mondo per lo studio degli effetti delle radiazioni.
Chernobyl. Il Canto Della Foresta Rossa si inserisce nel dibattito contemporaneo su energia nucleare, crisi ecologica e sicurezza globale, mostrando come una catastrofe locale abbia implicazioni transnazionali, politiche e morali. La ferita ambientale e il trauma collettivo incidono su corpi, memoria e relazioni sociali, influenzando la percezione del futuro.
Il tema è tornato di stretta attualità dopo l’invasione russa dell’Ucraina: nella primavera del 2022 il sito è stato temporaneamente occupato dalle truppe di Mosca, mentre nel 2025 un drone russo ha colpito il nuovo sarcofago del reattore numero 4, infrangendo il tabù che voleva i siti nucleari al riparo dagli eventi bellici.
Il cuore dell’opera è un testo poetico-lirico di denuncia e riflessione etica e filosofica, in cui la Foresta Rossa stessa prende voce e si rivolge all’umanità. Una narrazione visionaria che intreccia mitologia, trauma ecologico e metamorfosi, raccontando l’arroganza dell’uomo e la capacità della vita di adattarsi e persistere.
Nella seconda parte, l’autrice raccoglie testimonianze dirette di chi ha vissuto il disastro: scienziati, documentaristi ucraini, responsabili della Zona di esclusione e della Riserva radioecologica, oltre agli ex “liquidatori”. Ne emerge un’indagine sulla relazione tra luogo, memoria e responsabilità.
L’autrice
Alessandra Pescetta è regista, sceneggiatrice e produttrice. Formata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha sviluppato un percorso tra cinema e videoarte, passando dalla regia di videoclip e spot pubblicitari a un cinema autoriale e ibrido.
Le sue opere sono state presentate in contesti internazionali, tra cui la 74ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il 26° Shanghai International Film Festival e il Toronto Arthouse. Nel 2018 ha ricevuto il Premio speciale per l’innovazione ai Nastri d’Argento.
Ha diretto i lungometraggi La città senza notte (2015) e 100 Preludi (2024). Nel febbraio 2026 ha presentato al Teatro Massimo Bellini il poema multimediale Foresta Rossa, da cui nasce il libro.
L’autrice sarà inoltre ospite del Salone del Libro di Torino 2026, giovedì 14 maggio alle ore 16.00, presso lo Spazio Il Bosco – Oval.

