AVS Reggio Calabria commenta il decreto sicurezza: “no alla Giustizia a premio, il diritto alla difesa non va strumentalizzato”

Demetrio Delfino e l'avv. Silvia Martino denunciano il provvedimento che lega i compensi legali all'esito delle espulsioni dei migranti

Il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana-AVS, Demetrio Delfino, e l’avv. Silvia Martino della segreteria provinciale, hanno espresso fermo dissenso contro la norma del “Decreto Sicurezza” che introduce compensi per i legali legati all’esito delle procedure di rimpatrio dei migranti, definendo il provvedimento come un grave attacco ai diritti fondamentali e alla libertà della difesa. “Il diritto alla difesa è un pilastro della nostra democrazia, non può essere piegato a logiche di propaganda repressiva”, ha dichiarato Demetrio Delfino. “Questo Governo sta cercando di arruolare forzatamente i professionisti della legge nella propria macchina repressiva. Offrire un incentivo economico per accelerare l’allontanamento di persone vulnerabili è un atto cinico, che calpesta i diritti umani e strumentalizza le difficoltà economiche in cui versano oggi tanti giovani avvocati. La giustizia non può trasformarsi in un sistema a premi per chi agevola le espulsioni”, ha aggiunto.

L’avv. Silvia Martino ha poi sottolineato la gravità di tale provvedimento per la professione legale, affermando: “La funzione della difesa è quella di proteggere l’individuo e garantire il rispetto delle regole, non quella di agire come braccio operativo del potere. Legare il compenso professionale all’esecuzione di un rimpatrio significa tradire l’essenza stessa della nostra professione. L’avvocatura deve restare un presidio di libertà e di tutela, specialmente per chi è più esposto ai ricatti e alla marginalità sociale. Non permetteremo che la tutela legale venga snaturata fino a diventare un supporto alle politiche di allontanamento forzato”.

Infine, Delfino e Martino hanno concluso: Alleanza Verdi e Sinistra Reggio Calabria esprime totale solidarietà a quei professionisti che rifiutano di diventare esecutori di queste politiche discriminatorie. Continueremo a batterci affinché l’autonomia della difesa resti il presidio invalicabile a tutela dei diritti di tutte e tutti, e mai uno strumento al servizio dell’amministrazione della paura”. La denuncia da parte di Sinistra Italiana-AVS si inserisce in un contesto politico e sociale di forte tensione sulla gestione delle politiche migratorie e sulle misure legate alla sicurezza, sollevando un dibattito sul ruolo della giustizia e dei professionisti legali in un sistema che, secondo l’opposizione, rischia di compromettere l’indipendenza della difesa.