Un’idea, così, sul momento, di quelle “flash”. L’abbiamo buttata giù, in pochi minuti, e poi l’abbiamo pubblicata. Sì, ieri su StrettoWeb abbiamo pubblicato la lista dei “nemici” della Reggina e poi è successa una cosa strana, per noi anche inaspettata, ma che allo stesso tempo (ci) fa riflettere e capire l’andamento – abbastanza ballerino (e non Ballarino) – della piazza amaranto. Praticamente è accaduto che, dopo la pubblicazione, ci abbiano scritto decine e decine di persone. Cosa volevano? Essere aggiunte all’elenco, già di per sé fitto, di tutti coloro che sono stati additati – dalla società ma anche da una buona fetta di opinione pubblica, siano esse stampa o tifosi, che ha difeso il club a spada tratta – come “nemici” della Reggina in questi tre anni. Da lì ci è poi venuto in mente di scrivere: “dal momento che potremmo esserci dimenticati di qualcuno, perché l’elenco è davvero fitto, chiediamo eventualmente di contattarci – chiunque volesse farlo – per essere aggiunti allo stesso”.
La vicenda, però, ci ha sorpreso e inaspettato, ribadiamo. Al netto di quelle persone che abbiamo aggiunto perché ce ne eravamo effettivamente dimenticati, ce ne sono tante altre che abbiamo “scartato”, volutamente, non inserendole nell’elenco nonostante la loro richiesta. Perché in tanti casi, infatti, si tratta di persone che per tre stagioni hanno supportato e nascosto le malefatte di questa società, nata da un inciucio politico. Con che coraggio, oggi, dunque, scendono dal carro per salire sull’altro, auto definendosi “nemici” quando in realtà non lo sono mai stati?
Non dovevamo essere noi di StrettoWeb e pochi altri, secondo alcuni, a salire sul carro dei vincitori? Però, come preventivato in questi tre anni, è accaduto il contrario. Sono stati altri a cambiare carro, salendo ora su quello di chi chiede la testa dei vertici, chiede spiegazioni e non li vuole più vedere. Eh no, così è troppo facile. Sin da subito, da quel settembre 2023, eravamo stati in pochi – beccandoci insulti e improperi dagli “amiconi” di Ballarino – a mostrare l’evidenza dei fatti, la realtà sotto gli occhi di tutti che la società provava però a smentire, senza successo. I “nemici” così intesi, ovviamente secondo loro, sono quelli, proprio quelli inseriti nell’elenco.
Tutto il resto è aria fritta, è gentaglia pronta a cambiare bandiera – non quella amaranto – in base a come tira il vento, in base al risultato, a una vittoria di misura contro il paesino di montagna dell’entroterra siciliano o a una sconfitta vergognosa. Perché in Serie D, una sconfitta, è sempre vergognosa. Anche un pareggio. E pure questo lo diciamo da tre anni rispetto a chi affermava che “un pareggio ci poteva stare”.
Ovviamente, i veri “nemici” non siamo noi, quelli dell’elenco. Chi ha combattuto, inizialmente quasi da solo, lo ha fatto proprio perché alla Reggina vuole bene. I veri “nemici”, semmai, sono coloro che hanno volutamente deciso di avallare tutto questo, molto spesso per un tornaconto personale, per un ritorno, per un favore, o semplicemente per la paura di non vedere rotolare il pallone al Granillo per un po’ di tempo. Coi paraocchi, dimenticando tutto in fretta, dimenticando le sconfitte casalinghe contro Real Casalnuovo e Sant’Agata di Militello, l’inutile playoff festeggiato, i balletti di Ballarino ai tifosi in tribuna, le promesse vuote, il disastroso girone d’andata di quest’anno, le vergognose sconfitte arrivate dopo, il fatto di non essere mai stati primi in classifica in tre anni neanche per un nano-secondo.
Siamo abbastanza sicuri, perché l’andazzo ormai lo abbiamo capito – ed è anche abbastanza noioso e prevedibile – che quegli incoerenti che ieri ci hanno chiesto di essere aggiunti all’elenco, da noi volutamente “scartati”, domani torneranno a srotolare le loro lunghe lingue nei pavimenti qualora dovesse arrivare la vittoria contro l’Enna, tornando a “sognare” (sigh!) per l’insperato raggiungimento del primo posto che equivarrebbe, con gli attuali soggetti, a vedere i fantasmi di Trapani e Siracusa quest’anno. Felici di essere smentiti, ma questa volta davvero…
