Il presidente Emmanuel Macron, in visita al cantiere Naval Group a Indret, vicino a Nantes, ha annunciato l’inizio della costruzione della nuova portaerei da record di cui si doterà la Francia: la “France Libre“. “Lo spirito francese del generale de Gaulle è il cuore della nostra azione, mossi da uno spirito di resistenza, per rimanere liberi, indomabili, fino alla vittoria. Una indipendenza da conquistare a tutti i costi. Uniti e senza divisioni. Potere, indipendenza, resistenza: servendo la patria, saremo vittoriosi“, ha dichiarato Macron.
Il nuovo gigante dei mari, che succederà alla Charles de Gaulle nel 2038. Il suo scafo sarà costruito a Saint-Nazaire a partire dal 2031. L’atteso annuncio di Macron, che nel suo discorso ha reso omaggio alla Marina nazionale operativa da 400 anni, giunge nel contesto della guerra tra Usa, Israele e Iran, che infiamma tutto il Medio Oriente e i paesi del Golfo.
“La nostra portaerei rappresenta la Francia, sarà a propulsione nucleare, digitale e ad alta sicurezza per contrastare attacchi cyber, concepita per l’evoluzione degli aerei e dei droni di ultima generazione. Saprà adattarsi ai rapidi cambiamenti tecnologici“, ha dichiarato il titolare dell’Eliseo nel suo intervento a Indret, sottolineando che “questa portaerei di nuova generazione è il frutto di una grande storia, una storia che dura da oltre 100 anni. Ogni portaerei rappresenta un traguardo umano, tecnico e industriale“.
Le caratteristiche tecniche della portaerei
“La nostra prossima portaerei sarà lunga 310 metri. Avrà un dislocamento di 80mila tonnellate. Sarà equipaggiata con due reattori nucleari. Il suo tonnellaggio sarà 1,8 volte superiore a quello della Charles de Gaulle“, ha spiegato il presidente. “Questi dati dimostrano la portata delle nostre ambizioni, come ho ribadito all’Île Longue all’inizio di questo mese. Una portaerei a propulsione nucleare è una componente essenziale della nostra capacità di deterrenza“, ha insistito.
“L’economia di guerra non è un orizzonte. Finanziare la difesa è finanziare la nostra libertà“, ha argomentato Macron, auspicando lo stesso slancio nell’ambito dell’Unione Europea, affinché “produca per se stessa, per il teatro ucraino, che non finirà domani, e per i nostri partner anche in Medio Oriente, producendo più velocemente per arrivare in tempo“.
Il costo della France Libre: 10 miliardi di euro
Lo scorso dicembre, il presidente francese ha autorizzato la costruzione di questa portaerei di nuova generazione, portando a compimento un progetto in fase di sviluppo dal 2018. Per la nuova ammiraglia saranno investiti 10 miliardi di euro in circa vent’anni.
Un’altra prospettiva riguarda il nucleare, che rappresenta, come evidenziato da Macron, uno sbocco professionale per “i giovani uomini e donne di cui abbiamo bisogno“, auspicando riforme dell’università e della formazione professionale per coinvolgerli nei progetti futuri, a ogni livello, sia imprenditoriale che nei vertici della sicurezza, per garantire “l’indipendenza della Francia“.
La nave militare più grande mai costruita in Francia
Secondo quanto dichiarato dall’Eliseo, “sarà la più grande nave militare mai costruita in Francia, con un dislocamento di 80mila tonnellate rispetto alle 42mila della Charles de Gaulle“. Solo due paesi al mondo possiedono portaerei a propulsione nucleare: gli Stati Uniti – con 11 navi – e la Francia. Cina e India utilizzano la propulsione convenzionale, mentre altri paesi, quali Regno Unito e Italia, sono dotati di portaerei a decollo e atterraggio verticale (Vtol).
La futura nave “sarà in grado sia di lanciare che di recuperare velivoli“, ha sottolineato la presidenza. “Attualmente, sulla maggior parte delle portaerei, si lancia un velivolo e poi si riconfigura il ponte di volo per il recupero, il che limita la capacità operativa“, ha affermato l’ufficio del presidente. Con tre binari di lancio, invece degli attuali due, massimizzerà anche la capacità di lancio dei 40 velivoli imbarcati.
La nave dovrà anche essere “adattabile” per ospitare tutti i tipi di velivoli che verranno impiegati durante la sua vita operativa, così come i droni, la nuova sfida militare emersa dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.
“Non possiamo semplicemente replicare uno strumento progettato a metà del secolo scorso“, ha commentato il capo di stato maggiore della Difesa, il generale Fabien Mandon. “Avremo bisogno di droni capaci di penetrare le difese nemiche, siano essi droni da combattimento o droni per il lancio di munizioni a controllo remoto, droni per il rifornimento in volo, droni di sorveglianza“, ha aggiunto l’ammiraglio Nicolas Vaujour.
La nota stonata
Unica nota stonata, riportano i media d’Oltralpe: la tecnologia elettromagnetica delle future catapulte proverrà dalla società americana General Atomics, rappresentando una potenziale fonte di vulnerabilità. “La scelta è stata fatta, ed è una scelta economica quella di lavorare con gli Stati Uniti, il che è perfettamente logico, ma ovviamente ci sono altri piani, un piano B, nel caso dovessimo incontrare particolari vincoli“, ha assicurato un consigliere presidenziale.
