Torna l’ora legale, lancette avanti di un’ora: origini, funzionamento, dibattito europeo

L’ora legale consiste nello spostare in avanti di 60 minuti l’orario ufficiale rispetto al tempo solare. Nel 2026 entrerà in vigore nella notte tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo

Nel 2026 l’ora legale entrerà in vigore nella notte tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo, quando alle 2:00 le lancette verranno spostate avanti di un’ora (alle 3:00). Resterà attiva fino alla notte tra 24 e 25 ottobre 2026, quando si tornerà all’ora solare. Ma dietro questo semplice gesto si nasconde una storia complessa fatta di esigenze energetiche, decisioni politiche e dibattiti scientifici.

Le origini storiche dell’ora legale

L’idea di spostare l’orologio per sfruttare meglio la luce naturale risale al XVIII secolo. Benjamin Franklin fu tra i primi a suggerire un uso più razionale della luce solare, ma l’applicazione concreta arrivò molto più tardi. L’ora legale fu adottata per la prima volta durante la Prima Guerra Mondiale, con l’obiettivo di risparmiare carbone necessario alla produzione industriale e bellica. In Italia venne introdotta nel 1916, poi abolita e ripristinata più volte fino a diventare stabile nel 1966.

Come funziona tecnicamente

L’ora legale consiste nello spostare in avanti di 60 minuti l’orario ufficiale rispetto al tempo solare. Dal punto di vista astronomico, non cambia il ciclo naturale del Sole: cambia solo la convenzione sociale dell’orario.

Impatto energetico ed economico

L’obiettivo principale dell’ora legale è il risparmio energetico. Con più luce nelle ore serali si riduce l’uso dell’illuminazione artificiale. Secondo stime degli anni precedenti, il sistema ha permesso all’Italia di risparmiare milioni di kilowattora e di ridurre le emissioni di CO₂.

Il dibattito nell’Unione Europea

Negli ultimi anni il tema è stato oggetto di discussione all’interno dell’Unione Europea. Nel 2018 una consultazione pubblica mostrò che molti cittadini europei erano favorevoli all’abolizione del cambio stagionale. La proposta prevedeva che ogni Stato potesse scegliere se mantenere permanentemente l’ora solare o quella legale. Tuttavia, la decisione è rimasta sospesa e il sistema attuale è ancora in vigore. Anche nel 2026, quindi, l’Italia continuerà ad adottare il doppio cambio annuale.