Siamo alla follia! Ora vogliono addirittura vietare ai bimbi del bosco le videochiamate

I servizi sociali vogliono vietare ai bambini del bosco le videochiamate con la mamma perché, secondo loro, li innervosiscono

Questa è follia pura: i servizi sociali vogliono vietare ai bambini del bosco le videochiamate con la mamma perché, secondo loro, li innervosiscono. Non basta quanto hanno dovuto finora subire quelle povere piccole anime. Adesso vogliono addirittura proibire loro di provare dispiacere. Vogliono vietare al loro cuore di soffrire davanti alla mancanza della propria mamma. Vogliono che lacrime, rabbia, nostalgia siano crimini esecrabili, da proibire assolutamente! Vogliono che l’amore diventi fastidio, che la sofferenza diventi colpa. Questa è crudeltà gratuita.

Menti burocratiche, irrazionali e spietate, che strappano il diritto di provare emozioni. Menti che forgiano esseri senz’anima, automi costretti a ridere quando dentro muoiono, impassibili alla loro disperazione! Questo non è proteggere: è torturare. È una pugnalata all’infanzia, un insulto all’umanità intera! Chi parla di “tutela” mentre tenta di spegnere le emozioni altrui è un carnefice mascherato da servitore dello Stato. E dovremmo stare zitti? No! Gridiamo! Gridiamo per ogni lacrima ingiustamente soffocata, per ogni cuore che cercano di spegnere. Gridiamo affinché a quei bambini non venga anche tolto il diritto di innervosirsi, di provare dolore, di sentire la mamma vicina, pur se attraverso uno schermo. Chi tocca questo diritto è un mostro. E davvero siamo alla follia! Questa è crudeltà. È orrore. E noi non possiamo più accettarlo.

Può capitare che la giustizia commetta ingiustizia

Può capitare che la giustizia commetta delle ingiustizie, certo; e quando ciò accade, è già da considerarsi il più tremendo degli atti, e getta onta su un intero sistema. Strappare i figli ai genitori si sta appunto rivelando una tra le peggiori imprudenze che gli uomini possano commettere, ma addirittura vietare le videochiamate (interrompere l’unico modo che rimane a quei bambini di stare a contatto con la mamma) è qualcosa di inaccettabile! Può essere causa di una ferita che devasta ancora di più l’anima, che spinge alla disperazione portando anche a gesti estremi, fino a condurre alla malattia, perfino alla morte. È questa la giustizia italiana?

È questo ciò che chiamiamo civiltà? Attenti a coloro che, per ragioni politiche, giustificano questo atteggiamento; attenti a non finire, nel tentativo di giustificare l’ingiustificabile, per rendervi complici di questo scempio. I metodi finora adottati rivelano la bancarotta morale della giustizia. E tu, popolo, non permettere che quei bambini diventino agnelli sacrificali, vittime e strumenti di una società che non conosce limiti alle ambizioni né rispetto per l’umana compassione. E ricordiamoci che: se restiamo in silenzio, la colpa non sarà soltanto di chi compie questi atti, ma anche di chi, potendo parlare, ha scelto di tacere.