Dopo il passaggio in Senato della mattina, in serata il premier Giorgia Meloni ha rilasciato le proprie comunicazioni alla Camera, in vista dell’imminente consiglio europeo. La guerra in Iran è stato, neanche a dirlo, l’argomento cardine, vista la situazione geopolitica ed economica venutasi a creare. Meloni, che poco prima aveva avuto una riunione con i leader del G7, ha spiegato: “tra le misure per contenere i prezzi energetici vi informo che l’Agenzia Internazionale per l’energia ha appena annunciato di aver deciso all’unanimità di immettere sul mercato 400 milioni di barili di riserve strategiche. A memoria credo si tratti del volume più corposo mai concordato come misura di mitigazione…“.
Meloni ha spiegato che è stata “una riunione per parlare della crisi e di come evolve e affrontare le conseguenze. L’Italia ha proposto un’analoga riunione del G7 con i paesi del Golfo” perchè “il ruolo, la solidarietà e la cooperazione con paesi protagonisti e in difficoltà nella regione, è fondamentale“.
“Strabismo Pd su bombe Usa, ok per Kosovo e non contro tiranni?”
“Sappiamo che la tentazione diciamo di esportare la democrazia e il modello valoriale occidentale basato sulla libertà, sul rispetto della dignità umana, con la forza è da molti anni argomento di dibattito. Io personalmente ho detto in molte occasioni che non ne sono mai stata una fervida sostenitrice, ma chiaramente è un dilemma molto complesso che resta tela. Da una parte, il rischio di dar vita a un atto di arroganza tipica di una visione se vogliamo eurocentrica del mondo, dall’altra, il dubbio se sia giusto rimanere inermi di fronte al massacro di innocenti, quando si avrebbe la possibilità di agire. Però mi si consenta di aggiungere che c’è un dilemma ancora più complesso di questo. Ed è capire come sia possibile che alcuni sposino l’una e l’altra tesi con la stessa convinzione, in modo altalenante, con una disinvoltura sorprendente“.
“E qui – ha detto Meloni – faccio riferimento ad alcuni degli interventi che ho sentito, particolarmente in questo caso dai colleghi del Pd, De Luca, Braga, che dicevano ‘la democrazia non si esporta con le bombe’, perché signori -scusate- viva gli americani che liberano l’Europa dal nazifascismo, ma no agli americani che liberano dalla dittatura altri popoli in altre parti del mondo… Viva i bombardamenti degli Stati Uniti di Bill Clinton alla Serbia, per fermare i massacri di civili in Kosovo e la partecipazione italiana a quei bombardamenti senza passare dal Parlamento della Repubblica italiana, ma no agli interventi militari per fermare i massacri in Iran o in altre parti del mondo. Viva gli attacchi americani sotto Obama in Libia per rimuovere l’impresentabile dittatore Gheddafi, ma no a rimuovere il presentabilissimo dittatore Maduro. Ora io francamente -ha avvertito Meloni- non condivido questo strabismo ed è difficile oggettivamente capire come questo possa stare insieme, cioè non credo che il tema del diritto internazionale si possa risolvere stabilendo che un attacco unilaterale, un bombardamento o la rimozione di un dittatore vanno bene quando a capo degli Stati Uniti c’è un governo democratico e non vanno più bene quando a capo degli Stati Uniti c’è un governo repubblicano“.
“Su bollette non cerchiamo capro espiatorio in Ue, abbiamo agito”
“Non stiamo cercando un capro espiatorio nell’Ue, siamo intervenuti con coraggio con un decreto anche recente, che ha investito 5 miliardi di euro per calmierare il prezzo delle bollette”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella sua replica alla Camera.”Stiamo proponendo di sospendere il meccanismo Ets“, ha sottolineato, finchè non sarà ridimensionata la crisi energetica ed economica e “non abbiamo nè bloccato, nè demonizzato le rinnovabili ma siamo intervenuti sulle enormi speculazioni che si annidavano dietro le rinnovabili”, ”in particolare quelle rendite eterne che i consumatori pagano“. Il governo “dice sì alle rinnovabili, non alle speculazioni sulle rinnovabili”.
“Non aderiamo a Board of peace ma diamo contributo a discussione”
”Abbiamo deciso di non aderire al Board of peace”, ma “non vedo perché non dobbiamo dare il nostro contributo a questa discussione perché ho a cuore Gaza. E non capisco chi non capisce l’importanza di non autoescludersi…“. Lo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni nella sua replica alla Camera.
“Nessun capo Stato in Parlamento su crisi in Golfo, neanche Sanchez campione democrazia”
Nelle “grandi democrazie occidentali nessun capo del governo o presidente della Repubblica, ad oggi, è andato a confrontarsi in Parlamento su questa crisi. Non l’ha fatto neanche il campione della democrazia Pedro Sánchez che giustamente prendiamo a punto di riferimento…”.
“Fatto appello a opposizioni, chi non vuole accoglierlo lo dica”
“Perdonatemi, ma devo dirvi quello che penso: non volete accogliere l’appello? Va bene, lo capisco. Avete sicuramente le vostre ragioni, ma vi prego non vi trincerate dietro questioni che non stanno né in cielo, né in terra… Rispondete ‘non riteniamo di doverci confrontare col governo sulla crisi’ e io rispetto la vostra posizione. Se cambierete idea, la mia proposta resterà valida, però vi prego non diciamo cose che non stanno in piedi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in replica alla Camera.
Meloni cita Conte e sferza la sinistra: “è la differenza fra me e voi”
”All’esito di questo dibattito mi sono convinta di una cosa: ad alcuni in questa Aula è dispiaciuto che questa mattina la condanna del governo sia stata chiara e ferma. Speravate che il governo non lo facesse perchè speravate su questo di costruire un pezzo della vostra polemica. Ora vedete, io penso che voi vogliate continuare a raccontare la vostra storia e vogliate per forza continuare la narrazione che state portando avanti e che qualsiasi cosa questo governo dovesse decidere di fare non sarà per questo mai sufficiente. Noi siamo stati chiari su moltissime cose. Anche sull’attuale conflitto in Iran la posizione del governo italiano è stata molto chiara. Sono certo che voi al posto mio avreste fatto molto meglio, immagino che questi toni assertivi che usate in questa Aula, li avreste usati anche se fossi stati al posto mio. Non lo sapremo mai, forse sì, un giorno lo sapremo.
Però, davvero voi, difronte a una iniziativa unilaterale degli Usa, che può generare una crisi molto ampia, considerate insufficiente dire che l’obiettivo del governo è evitare un’ulteriore escalation che rischierebbe di superare un punto di non ritorno? Che siamo preoccupati ma soprattutto vigili, che stiamo facendo e faremo il possibile per garantire la sicurezza ai nostri militari? È insufficiente questo? Sì. È da vigliacchi? Sì. Perfetto, molto interessante colleghi, perché queste sono le parole utilizzate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte all’indomani dell’attacco unilaterale con il quale gli Stati Uniti nel gennaio del 2020 uccisero in territorio iracheno il generale iraniano Qasem Soleimani, fuori dalle regole del diritto internazionale, rischiando un’escalation militare che avrebbe avuto conseguenze pesanti“. Giorgia Meloni cita Giuseppe Conte. Le parole del premier scatenano una piccola bagarre in Aula. Vengono accolti dagli applausi della maggioranza e dalle proteste dell’opposizione, in particolare dai banchi dei 5 stelle.
“Posso chiedervi – si chiede Meloni – perché allora nessuno, né il presidente Conte ma neanche – devo dire – i ministri del Partito democratico che erano al governo con lui, dichiarò che quella scelta ordinata dal presidente Trump era contraria al diritto internazionale? Perché nessuno la condannò come chiedete di fare a me oggi? Eh guardate, non lo dico solo perché sia chiaro a chi dovesse ascoltarci quanta propaganda ci sia in quello che viene detto, e quanta incoerenza ci sia tra quello che si faceva al governo e quello che si pretende all’opposizione. Lo dico soprattutto per segnalare una differenza fondamentale tra voi e me: quando gli Stati Uniti effettuarono il raid contro il generale Soleimani, questa fu la mia dichiarazione da leader dell’opposizione: ‘La complessa questione mediorientale non merita tifoserie da stadio ma necessita di grande attenzione’. Questa fu la mia dichiarazione da leader delle opposizioni – precisa – non dissi ‘Complimenti Giuseppe Conte’ come ha fatto il Movimento Cinque Stelle in questi giorni con la sottoscritta, parlando di rincaro dei prezzi, facendo credere che la crisi fosse colpa mia. Non chiesi a Conte di condannare quell’attacco e non lo definii un vigliacco o un servo per fare un po’ di propaganda a buon mercato su una crisi che non dipendeva da Conte e sulla quale semmai tutti quanti dovevamo tentare di lavorare insieme“.
“Questa – conclude – è la differenza che esiste tra le persone serie e quelle che sono disposte a usare qualsiasi cosa pur di raggranellare consenso facile. Sono molto contenta di essere diversa da voi in questo“.
“Diritto internazionale dovrebbe difenderlo l’Onu, c’è un problema…”
”Richetti diceva che l’unico organismo che può difendere il diritto internazionale è l’Unione europea… Io credo che l’unico l’organismo che avrebbe la competenza di difendere il diritto internazionale sono le Nazioni unite, su questo dovremmo essere d’accordo. Solo che lo sappiamo che c’è un problema di efficacia, oggi, delle Nazioni unite“. Lo ha sottolineato Giorgia Meloni nella sua replica alla Camera. La premier ha ricordato “che un mese dopo che il regime degli Ayatollah ha massacrato migliaia di pacifici manifestanti in strada, le Nazioni unite hanno scelto un esponente del regime iraniano come vicepresidente della Commissione che tra le altre cose si occupa di lotta alla violenza. Un problema oggettivamente c’è. E di quel problema vale la pena di parlare. Lo dico anche per ricordare che l’Italia è impegnata da tempo e non solo con l’avvento di questo governo, già da prima, sul tema della riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, sul tema complessivo della riforma seria, efficace, efficiente delle Nazioni unite“.
“Sovrattassa dovuta agli Ets non è giustificata”
‘‘Collega Bonelli, un passaggio veloce sulla questione degli ETS. Il prezzo marginale dell’energia elettrica è stabilito dal gas mediamente nel 55% delle ore. Quindi, nel 55% delle ore, famiglie e imprese pagano sull’energia una sovrattassa dovuta agli ETS che non è giustificata. Questo è il tema che noi poniamo. Non capisco francamente perché dovremmo lasciare questo margine speculativo alle aziende energetiche“.
La sovrattassa per Ets è ”ingiustificata”, ”non capisco francamente perché dovremmo lasciare questo margine speculativo alle aziende energetiche. Mi aspettavo di trovarvi al mio fianco…”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella sua replica alla Camera. ‘‘Mi aspettavo di trovarla al mio fianco in questa battaglia“, ha sottolineato la presidente del Consiglio rivolgendosi al deputato di Avs Angelo Bonelli, “perché mi pareva che almeno sulla lotta alla speculazione fossimo d’accordo. E invece, no…”.
Sull’idroelettrico “ci sono dei vincoli posti dal Pnrr sul tema delle gare“. A “mio avviso, con scelte che sono discutibili, la più discutibile delle quali rispetto alle gare è il fatto di mandare a gara questi impianti, che ricordo essere gli unici impianti di una energia sovrana e costante che noi abbiamo, per concessioni di cinque anni. Se noi facciamo concessioni di cinque anni in cinque anni, rischiamo che nessuno faccia mai degli investimenti e noi abbiamo dei problemi sugli investimenti”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella sua replica alla Camera.
“Su carburanti nessun aumento accise, scelto allinearle a metà strada”
“Non abbiamo aumentato le accise: le abbiamo allineate tra diesel e benzina rispondendo a un impegno che il governo precedente aveva messo nel Pnrr“. Per “realizzare quell’impegno avevamo tre strade: allineare le accise al rialzo, ma non volevamo; allinearle al ribasso, ma non avevamo le risorse. Abbiamo allora scelto di allinearle a metà strada: aumentando quelle per il prodotto più inquinante – il diesel – e calando quelle per quello meno inquinante – la benzina“. Lo ha precisato la premier Giorgia Meloni nella sua replica in Aula alla Camera. “Come si fa poi a sostenere – ha detto la presidente del Consiglio rivolgendosi a Elly Schlein – di voler tagliare le accise e poi pretendere di trovare coperture a provvedimenti per miliardi di euro prendendole dai sussidi ambientalmente dannosi. Vuol dire aumentare le accise. Se mi dite quali sono quelli da tagliare per miliardi, sarebbe un fatto di chiarezza“.
