Rissa della movida a Lamezia, assolti Arzente e Caruso: “il fatto non sussiste”

Il Tribunale di Lamezia Terme li scagiona con formula piena: condannato a due anni uno degli aggressori per le gravi lesioni al giovane ferito nel 2019

Il Tribunale penale di Lamezia Terme ha assolto, perché il fatto non sussiste, Massimiliano Arzente Luca Caruso, difesi dall’avv. Armando Chirumbolo, imputati nel processo scaturito dalla operazione “Movida Lametina” nata in relazione ai fatti verificatisi a Lamezia Terme nella notte del 22 febbraio 2019, allorché, intorno alle ore 1:30 un giovane, era rimasto gravemente ferito alla testa dal lancio di uno sgabello in ferro sul marciapiede antistante ad un noto Pub Pizzeria sito sul corso Numistrano. Fuori dal locale, era stato scagliato uno sgabello in metallo contro un ragazzo, che, soccorso e trasportato al locale Pronto Soccorso dal padre, presente al momento dei fatti, era stato trasferito in prognosi riservata all’Ospedale Civile di Catanzaro.

Secondo la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, da tale fatto scaturiva una vera e propria rissa che dall’esterno del locale arrivava fino al marciapiede opposto, nel corso della quale due gruppi contrapposti si fronteggiavano, colpendosi reciprocamente con violenza per cui due di loro riportavano anche delle lesioni.

Per tale ragione il Gip del Tribunale lametino aveva, allora, convalidato l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora sia Arzente Massimiliano che a Caruso Luca, l’uno proprietario e imprenditore molto conosciuto nel ramo dell’intrattenimento serale e l’altro dipendente del Pub, rei di aver posto preso parte alla rissa. All’esito dell’ampia istruttoria dibattimentale nella quale sono stati sentiti molti testimoni ed all’esito della discussione e voltasi in data odierna, il Giudice dott.ssa Brigida Candela, in accoglimento delle sollecitazioni della difesa, ha assolto Arzente e Caruso con formula piena, condannando ad anni due di reclusione uno degli aggressori che aveva procurato le  gravissime lesioni al giovane avventore del Locale notturno.