La Reggina è stata una favola gloriosa, fatta di Serie A, sfide alle grandi del calcio italiano, battaglie sportive contro campioni che hanno scritto la storia del calcio ed emozioni irripetibili. Una favola che oggi vive il suo momento più buio, da 3 anni a questa parte (con all’orizzonte lo spettro del 4°), una categoria che non compete al blasone della squadra, ma che è il riflesso di una classe dirigenziale e di una politica che a malapena riescono a essere classificate in Serie D.
Politica e Ballarino hanno narcotizzato i tifosi, addormentati e sognatori: addormentati perchè non riescono a rendersi conto della realtà che vivono da 3 anni, dietro il forte sentimento dell’attaccamento alla maglia, alla squadra, ai colori, che dovrebbe, invece, spingerli nella direzione opposta, proprio per amore della Reggina, in quella protesta paventata a inizio stagione (“non vi facciamo iniziare il campionato“), poi sedata ad arte da Falcomatà e Ballarino; sognatori, purtroppo a occhi aperti, perchè si bevono proclami, dichiarazioni e business plan presentati ad arte dalla dirigenza, che puntualmente non si verificano e vengono giustificati con “sfiga”, “poteri forti” e altri nemici immaginari.
Un tifoso della Reggina, ormai rassegnato, ha realizzato una vignetta che ritrae l’altra parte della tifoseria, quella sana, quella che vorrebbe il cambiamento, quella che piange da sveglia nel ricordo del passato e si addormenta sognando un futuro glorioso, come i fasti di un tempo.
Nella vignetta un bambino chiede al nonno di raccontargli una favola della buona notte, ma non una qualsiasi: quella della Reggina. E il nonno, con le lacrime agli occhi, racconta di una storia gloriosa e di un presente oscuro, rovinato da politici e dirigenti incompetenti. La speranza è che, i cattivi in questione, possano essere sconfitti e si arrivi al lieto fine. Chissà quanto si dovrà aspettare per spezzare il sortilegio di 10 anni di Serie D auspicati da Brunetti.
“Cordialissimo direttore di StrettoWeb. Da tifoso arrivato allo stremo, ho deciso di rassegnarmi, perché l’uscita dal baratro sarà difficile. Spero che la nuova classe dirigente che si insedierà a San Giorgio, faccia pulizia e si ritorni ai fasti di un tempo. Nel frattempo, mi e ci, immaginiamo così“, il messaggio allegato alla vignetta dal nostro tifoso. Chissà che il nuovo sindaco possa essere l’eroe che salvi anche la Reggina: il primo passo verso il sogno del bambino dell’ultimo riquadro della vignetta, il ritorno alla Serie A.
