“Se dovesse vince il Sì e ci dovesse essere poi una subordinazione della magistratura, chi ci dice che poi nei temi principali che potrà indicare il il governo ci sarà quello proprio di non provare e non riconoscere i diritti per le coppie omosessuali? Sicuramente l’indeterminatezza del diritto e visto che l’attuale governo, escluso qualche caso raro, non ha un’espressione chiara sui nostri diritti e sapendo che un giorno la magistratura potrebbe dipendere da certe persone come quelli che seguono Vannacci – basti pensare a quello che dicono sugli omosessuali – ovviamente questo ci può lasciare preoccupati. Con una riforma che purtroppo è indeterminata, non sappiamo poi cosa verrà approvato dopo e quindi c’è il rischio per noi, ma anche per altri, che, con personaggi come Vannacci che stanno al governo, poi nel dibattito e nelle richieste politiche possano chiedere il venir meno di alcuni nostri diritti a fronte di loro voti a supporto del governo o quant’altro. Anche perché tra un anno si va a elezioni e tutto potrebbe cambiare“. Lo ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, leader del Partito Gay per i diritti LGBT+, intervistato da Klaus Davi per il talk KlausCondicio in onda su Youtube.
Iran, Marrazzo: “intervento non servirà a migliorare le condizioni LGBT”
“Se non ci sarà un cambio di regime ma si attuerà solo una tregua, probabilmente in Iran la comunità LGBT continuerà a essere repressa. Magari daranno libertà su qualcos’altro ma sulla comunità LGBT non so chi si spenderà. Se rimarrà questo regime e comunque questo gruppo teocratico al governo dell’Iran per la nostra Comunità non cambierà nulla. Non so cosa possa peggiorare visto che già adesso lesbiche e gay sono condannati a morte“. Lo ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, leader del Partito Gay per i diritti LGBT+, intervistato da Klaus Davi per il talk KlausCondicio in onda su Youtube.
E alla domanda di Davi se comunque nei Paesi islamici esiste una possibilità di vivere una vita omosessuale, Marrazzo ha risposto: “In tutti i regimi di carattere islamico l’omosessualità c’è e in certi ambienti non noti viene “tollerata” dai potenti ma sono potenti che non attuano diritti LGBT ma semplicemente fanno azioni di carattere personale. E non dimentichiamoci che in Iran, anche se naturalmente questo non è mai stato confermato ufficialmente ma non è mai stato nemmeno smentito, la principale giornalista della tv iraniana è stata una delle prime donne trans del Paese e che per lei Khomeyni regolarizzò i trans perché si diceva che fosse la sua amante. Infatti molti non lo sanno ma l’Iran è una delle prime nazioni al mondo per le operazioni di cambio di sesso“.
