Referendum Giustizia, i dati di Reggio Calabria e Messina Comune per Comune: tante clamorose sorprese

L'analisi del voto al Referendum sulla Giustizia nei Comuni di Reggio Calabria e Messina

A Reggio Calabria e Provincia ha vinto il Sì al Referendum sulla Giustizia. E’ l’unica città di tutto il CentroSud in cui ha vinto il Sì, a dispetto di un Meridione che da solo ha trainato la vittoria del No. Il dato totale parla di un netto 53,09% di Sì a dispetto di un 46,91% di No, con il 49,04% di affluenza alle urne, quindi 197.774 votanti su 403.318 aventi diritto. A Messina la situazione è completamente ribaltata, superiore al dato nazionale: il No vince con il 56,27%, rispetto al 43,73% del Sì. Anche qui la percentuale di affluenza è del 49%, con 238.862 votanti su 485.014 aventi diritto.

Referendum Giustizia, l’analisi del voto nei Comuni di Reggio Calabria

Il dato si fa interessante, però, analizzando i singoli Comuni delle due città dello Stretto. Perché si possono leggere dati curiosi e tutt’altro che omogenei. Tra i Comuni più grandi di Reggio Calabria, ad esempio, spicca la netta vittoria del Sì a Gioia Tauro, addirittura con il 66,02%. Sempre sul versante tirrenico, stessa storia per Rosarno, (Sì al 57,65%), Palmi (53,19%), Bagnara (51,80%) e Scilla (52,97%). Nella Piana, a Cittanova e Taurianova il Sì sfiora il 51%. Il No invece vince a Cinquefrondi (52,84%) e a Polistena (54,94%), probabilmente per la connotazione politica dei Comuni. Avvicinandoci poi al Comune più grande, Reggio, ha vinto il Sì di pochissimo (50,81%). A Villa San Giovanni e Campo Calabro però, ad esempio, e anche qui va evidenziato il colore politico comunale, ha vinto il No (a Campo per il 52,51% e a Villa per il 55,05%).

Attraversando la montagna, per passare sull’altro versante, quello jonico, pure qui è un plebiscito quasi totale per il Sì. Vince a Motta San Giovanni (51,31%), a Melito Porto Salvo (57,15%), Montebello (53,99%), San Lorenzo (58,39%), Condofuri (56,63%). L’eccezione è Bova Marina, unica di quell’area dove ha prevalso il No col 52,97%. Tra i Comuni più importanti della Locride, spiccano Locri (vince il No al 54,44%), Siderno (vince il No al 50,87%) e Roccella Jonica (vince il No al 59,45%), mentre ad Africo ha vinto il Sì e anche nettamente (78,60%). La vittoria del No è invece netta a Bivongi (71,26%) e Gerace (67,38%), i due Comuni dove il No è più alto. A Gerace, però, è evidente la “spinta” Gratteri, paese di nascita del Procuratore, tra i baluardi del No in campagna elettorale. Nell’entroterra reggino infine spiccano San Luca – con un Sì all’82,39% – e Platì, dove il dato è ancora più alto, all’89,63%, mentre a Sinopoli il Sì è all’85%. “Curiosa”, poi, la vittoria del Sì a Riace, il paese di Mimmo Lucano: è un 55,08% del Sì nel Comune con un Sindaco di Sinistra, che avrebbe votato Sì e che – come dichiarato – ha votato No solo per andare contro Giorgia Meloni.

Referendum Giustizia, l’analisi del voto nei Comuni di Messina

Come detto, a Messina ha vinto nettamente il No e il dato è ancora più eclatante in città, con un 58,85%. Stessa sorte per alcuni tra i Comuni più importanti, tra cui Milazzo (No al 57,72%), Barcellona Pozzo di Gotto (55,49%), Capo d’Orlando (No al 55, 62%), Sant’Agata di Militello (56,66%). A Patti ha vinto il Sì, ma di poco (50,35%), e rappresenta l’unico tra i Comuni più importanti in cui ha vinto il Sì. In linea generale, però, l’esito è quasi omogeneo in tutta la Provincia, al netto di una divisione più marcata a Reggio.

Il Sì netto in alcuni Comuni e quei richiami a mafia e ‘ndrangheta: la realtà è diversa

Il Sì netto di alcuni Comuni a Reggio Calabria ha fatto subito drizzare le antenne a chi vede la ‘ndrangheta ovunque, a chi è pronto a giudicare e puntare il dito, generalizzando. Un po’ come, e questo va detto, anche perché si lega proprio alla Giustizia, negli anni ha indagato “paesi interi” senza stracci di prove, salvo poi assolverli nel nulla dopo gogne mediatiche. E quindi se a San Luca, Platì o Africo ha stravinto il Sì non è di certo per il retaggio culturale della ‘ndrangheta. E non è neanche un caso se ha vinto a Reggio e solo a Reggio – in città e buona parte della provincia – unica in tutto il Sud. La città dello Stretto è una di quelle che ha pagato di più, negli anni, per casi di mala giustizia. E’ uno degli emblemi della Calabria portabandiera delle ingiuste detenzioni. La città ha toccato con mano le falle di un sistema che – appunto – voleva riformare. E per questo ha votato Sì.

D’altronde, considerando l’aspetto culturale, chi generalizza dovrebbe anche spiegare le vittorie del No a Locri, Siderno, Roccella, Caulonia. E, spostandosi in Sicilia, anche quelle di Corleone (No al 52%), Castelvetrano (paese Natale di Matteo Messina Denaro, dove ha vinto il No al 57,23%) e la stessa Palermo, dove il Sì ha stravinto al 68,94%.

Lo stesso ragionamento ancora, ampliando il raggio geografico, dovrebbe valere anche per Napoli, dove invece il No ha stravinto al 71,47%. Restando in terra partenopea, a Caivano il No è al 70%, a Torre Annunziata addirittura al 74,25%. A Salerno ha vinto il No al 57,80%, in Provincia vanno evidenziati i No di Cava de’Tirrenti (58,82%) e Nocera Inferiore (64,79%).

Cosa significa? E’ la dimostrazione che la ‘ndrangheta non c’entra e che il netto Sì a San Luca e Platì sia differente, dipendente più che altro dai recenti scioglimenti dei Comuni (a San Luca ben tre) ingiusti e dai casi di malagiustizia. E’ la dimostrazione, ancora, che i No del Sud abbiano origine da altri motivi, anche e soprattutto storici.