“Perché votare no? Perchè non vogliamo un pubblico ministero che sia schiacciato dalla cultura di giurisdizione, vogliamo un pm che continui a ragionare da giudice, che continui a cercare prove a favore dell’indagato e non cerchi di portarlo in giudizio ad ogni costo. Vogliamo un pubblico ministero sereno, tranquillo, che possa ragionare senza avere l’angoscia che possa essere messo sotto accusa“. A dirlo è stato il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri. Intervenendo alla trasmissione radiofonica di Radio 24, ’24 Mattino’, ha risposto alle domande del conduttore Simone Spetia, ribadendo le ragioni che lo porteranno a votare no al referendum di domenica e lunedì prossimi.
Il discorso è scivolato sugli altri sistemi giudiziari: “Chi vota sì porta ad esempio sistemi che fanno paura, come quello americano, dove non solo c’è la separazione ma il pm non è di carriera. Ecco, noi non vogliamo un sistema come quello statunitense nel quale il ministero, nel caso del militare che ha sparato a freddo sette colpi al volto di una donna che aveva le mani sul volante, ha detto che non è reato e che il poliziotto non può essere incriminato“. C’è chi porta ad esempio il sistema francese, gli è stato chiesto. “E chi dice che è migliore di quello italiano – ha sostenuto Gratteri – che è in grado di contrastare la corruzione e le mafie. Mi dicono che stanno giudicando Sarkozy? Quello che faceva Sarkozy si sapeva pure quando era presidente. Lo si processa? Ma adesso vale come due di coppe a briscola. Pensate che, dopo la strade di Duisburg, il magistrato tedesco venne a trovarmi per pregarmi di non far tenere il processo in Germania, perché non erano in grado di portarlo avanti. E noi pensiamo ai ‘modelli’ stranieri?“.
Referendum, Gratteri: “Costi alti per due Csm e l’Alta Corte”
“Oggi il Csm costa 47 milioni. Con la riforma avremo due Csm più un’Alta Corte: ciò significa 47 milioni per tre“. È il convincimento di Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, che è intervenuto oggi alla trasmissione ’24 Mattino’ di Radio 24 per spiegare le ragioni che lo porteranno a votare no al referendum confermativo di domenica 22 e lunedì 23 marzo. “Dove si prenderanno i soldi? – si è chiesto Gratteri – Non vorrei che non si assumessero più cancellieri o si tagliassero i fondi per le intercettazioni. Non vorrei che si togliessero dagli straordinari, ricordando che gli stipendi dei dipendenti del Ministero della giustizia sono i più bassi in assoluto, anche rispetto a quelli dei Comuni“.
Referendum, Gratteri: “per il Csm ci propongono una truffa non un sorteggio”
“Quello che ci propongono è una truffa non un sorteggio“. È categorico Nicola Gratteri, nel commentare l’eventualità del sorteggio dei componenti del Csm che verrebbe fuori in caso di vittoria del “sì” al referendum di domenica e lunedì prossimi. Gratteri è intervenuto alla trasmissione di Radio 24, ’24 Mattino’, e rispondendo alle domande di Simone Spetia ha parlato di questo aspetto della riforma: “I componenti del Csm dei giudici e dei pm saranno sorteggiati tra tutti quelli d’Italia. Ma la cosa anomala sta nel fatto che i dieci posti in sorteggio dal Parlamento faranno parte di un elenco di indicazioni che arriveranno dalla politica, in maniera proporzionale al numero dei parlamentari di ogni singolo gruppo. Insomma, nell’urna metteranno nomi da loro indicati: questa è una truffa non è un sorteggio“. Gratteri parla di “sorteggio temperato”: “Chi esce risponderà sempre alle logiche della politica” il suo convincimento.
