Ponte sullo Stretto, incredibile: propaganda dei “No” martellante anche dopo l’ultimo DL. E quel convegno prima della manifestazione dei Sì…

Il Comitato messinese "Invece del Ponte" ha avuto da ridire anche rispetto all'ultimo decreto approvato per la partenza dei lavori, un nuovo step a cui l'esecutivo è stato costretto in seguito ai correttivi richiesti dalla Corte dei Conti

Pressioni, propaganda, ossessione, martellamento. E così l’iter burocratico rallenta. Si cerca più della perfezione. Il Governo sta lavorando a più della perfezione. Ma la propaganda dei No al Ponte sullo Stretto continua, ancora più martellante. Il Comitato messinese “Invece del Ponte” ha avuto da ridire anche rispetto all’ultimo decreto approvato per la partenza dei lavori, un nuovo step a cui l’esecutivo è stato costretto in seguito ai correttivi richiesti dalla Corte dei Conti.

“Quattro versioni e oltre un mese di attesa per l’ennesimo decreto-legge sul ponte sullo Stretto di Messina. Scopo del provvedimento è ‘conformarsi alle decisioni della Corte dei Conti’ che avevano sancito l’illegittimità delle procedure, per pervenire a una nuova delibera di approvazione del progetto. Ma a leggere il DL scopre che esso elude il nodo centrale (l’obbligo di una nuova gara) e non stanzia alcuna risorsa aggiuntiva per aggiornare documenti e procedure” si legge nella nota del Comitato.

“Le principali criticità rilevate dalla Corte dei Conti riguardano la violazione delle norme europee su trasparenza e concorrenza (art. 72 della direttiva sugli appalti). In particolare: sono stati modificati ex-post a vantaggio di Eurolink documenti di gara, condizioni contrattuali e i meccanismi di aggiornamento dei prezzi e di finanziamento a carico del Contraente Generale; non è stato dimostrato che l’aumento dei costi resti entro il limite del 50% previsto dalla normativa; la natura dell’appalto è stata trasformata, passando dal project financing a un finanziamento interamente pubblico”.

“La Corte dei Conti dice con chiarezza che, anche per queste modifiche, si rende assolutamente necessaria una nuova gara. Oltre a ciò, mancano pareri obbligatori, tra cui quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; il piano economico-finanziario e la delibera Iropi devono essere rifatti; non sono state valutate le alternative progettuali. Il nuovo decreto si limita a promettere di adeguare l’iter alle decisioni della Corte dei Conti, ma il ministero dell’Economia ha chiarito che tutto dovrà avvenire con le risorse già disponibili, senza nuovi finanziamenti” prosegue il Comitato.

Comitato a cui non sta bene neanche l’ultimo decreto. “Il risultato è un provvedimento destinato ad un ennesimo flop rileva. “E’ un debole tentativo di limitare i controlli tecnici e di aggirare l’obbligo di gara, senza risolvere i problemi con la normativa europea. Una ennesima perdita di tempo e spreco di risorse pubbliche per tentare di mantenere in vita contratti vecchi di vent’anni, già annullati quattordici anni fa. Anche di questo si parlerà al convegno che Invece del ponte organizzerà il 27 marzo al Salone delle Bandiere del Municipio di Messina” si chiude la nota. Da evidenziare che il convegno si svolgerà venerdì 27 marzo, il giorno prima della grande manifestazione prevista sempre a Messina e capeggiata dai Sì. Sarà un caso?