“In data 17 c.m. ho provveduto a trasmettere al Comune di Reggio Calabria formale richiesta di accesso civico generalizzato e accesso documentale riguardante l’acquisizione integrale degli atti relativi all’opera pubblica inerente lo scavalcamento in quota alla foce del Torrente Calopinace. Un’opera pubblica di appena 30 m che da sei anni si aspetta che assolva allo scopo per la quale era stata pensata, progettata e finanziata”. Lo afferma in una nota il sindacalista reggino Nuccio Azzarà.
“Correva l’anno 2020, per l’esattezza il 31 di luglio, allorquando il Sindaco Falcomatà, a proposito del ponte, sul suo profilo personale di FB scriveva testualmente: “abbiamo appena consegnato i lavori per la realizzazione del nuovo ponte sul Calopinace che dureranno 120 giorni….Il Ponte unirà il Lungomare Falcomatà al Parco lineare Sud e, quindi, congiungerà il centro città con la zona sud e viceversa, Si potrà attraversare a piedi, in bici, in auto, moto ecc. … che nome diamo a questo ponte? Date, senza ironia, qualche suggerimento. Li leggo volentieri.” Dopo circa sei anni dall’inizio dei lavori non solo il Ponte non risulta terminato, ma oramai nell’immaginario collettivo si è fatta strada l’idea che qualcosa o più di qualcosa sia “andato storto” e che l’opera abbia difficoltà ad essere terminata”.
“L’elemento che più desta preoccupazione sono le quote intercorrenti tra la superfice calpestabile del ponte ed il livello delle strade che dovrebbero collegarsi alle spalle del ponte. Una severa pendenza difficile da colmare che potrebbe far pensare ad un possibile errore nella progettazione, nell’edificazione dell’opera oppure nell’utilizzo di materiali non utili alla bisogna. Prescindendo dagli impegni assunti dai diversi assessori al ramo che si sono succeduti nel tempo ed alle subentranti date di ultimazione dei lavori, tutte puntualmente disattese, l’Amministrazione non ha mai voluto fare chiarezza sullo stato dell’arte, alimentando le più disparate e suggestive ipotesi”.
“Tutte queste considerazioni, atteso che nessuno ha ritenuto di determinarsi fattivamente, mi hanno indotto a rompere gli indugi, ed a chiedere formale accesso agli atti alfine di verificare per tabulas, se il comportamento dell’Amministrazione è da considerarsi virtuoso ed ineccepibile, oppure ascrivibile a condotte illecite. Più segnatamente, se le opere di collegamento dei diversi piani viari, posti oggi ad altezze differenti, dovessero comportare spese aggiuntive, non ricomprese nel progetto originario e nel collegato finanziamento dell’opera, potremmo trovarci di fronte ad un possibile danno erariale. In questo caso molteplici e variegate risulterebbero le responsabilità perseguibili per legge”.
Di seguito la richiesta di accesso agli atti inviata da Azzarà al Comune di Reggio Calabria – Settore competente Lavori Pubblici – Ai Sigg. Dirigenti Lavori Pubblici/ Urbanistica/ Patrimonio Responsabile della Prevenzione, della Corruzione e della Trasparenza.
“Oggetto: Istanza di accesso civico generalizzato e accesso documentale ex artt. 5 D.Lgs. 33/2013 e artt. 22 e ss. Legge 241/1990 – Acquisizione integrale atti relativi ad opera pubblica inerente lo scavalcamento in quota del torrente Calopinace.
Il sottoscritto cittadino Nuccio (Annunziato) Azzarà ai sensi e per gli effetti: dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 33/2013 (accesso civico generalizzato – FOIA); degli artt. 22 e seguenti della Legge 241/1990 (accesso documentale)
CHIEDE
di prendere visione ed estrarre copia, preferibilmente in formato digitale, di tutti gli atti e documenti detenuti dall’Amministrazione relativi alla seguente opera pubblica: PONTE SUL TORRENTE CALOPINACE con particolare riferimento, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
- a progetto preliminare, definitivo ed esecutivo;
- atti di approvazione (delibere di Giunta e/o Consiglio);
- determine dirigenziali;
- documentazione di gara e affidamento;
- contratto di appalto;
- stati di avanzamento lavori (SAL);
- certificati di pagamento;
- perizie di variante e suppletive;
- eventuali sospensioni, proroghe o rimodulazioni dei lavori;
- quadro economico dell’opera e relative variazioni;
- verbali tecnici e amministrativi;
- certificato di collaudo o di regolare esecuzione;
- ogni ulteriore atto connesso, presupposto o conseguente.
Finalità della richiesta (ai fini dell’accesso documentale ex L. 241/1990):
la richiesta è motivata dall’interesse diretto alla conoscenza dell’attività amministrativa e della gestione delle risorse pubbliche, con particolare riferimento alla corretta esecuzione dell’opera e alla verifica della legittimità, trasparenza ed economicità dell’azione amministrativa.
Si richiede inoltre:
- trasmissione dei documenti in formato elettronico (PDF) tramite PEC o email;
- indicazione dell’eventuale Responsabile del procedimento ( R.U.P.) e del Progettista;
- comunicazione di eventuali controinteressati ai sensi dell’art. 5, comma 5, D.Lgs. 33/2013.
Avvertenze
Si evidenzia che:
- ai sensi dell’art. 5 D.Lgs. 33/2013, la presente richiesta non necessita di motivazione;
- il termine per la conclusione del procedimento è di 30 giorni;
- in caso di diniego totale o parziale, o mancata risposta, si procederà con richiesta di riesame al RPCT e, se necessario, con ricorso al TAR competente o al Difensore civico.
Reggio Calabria 17.03.2026 Firma Annunziato Azzarà”.
