E’ una mossa a sorpresa, in un momento del genere. Vladimir Putin ha aperto all’Europa per quanto concerne il rifornimento di gas e petrolio russo. Dopo i contrasti post attacco all’Ucraina, la situazione per tanti paesi – tra cui l’Italia – si è fatta complessa in seguito alla guerra in Iran, alla chiusura dello Stretto di Hormuz e all’improvviso innalzamento dei beni sopracitati.
Putin, però, non chiude a un ritorno, per chi lo volesse. “La Russia non ha bisogno di aspettare che l’Europa chiuda ostentatamente la porta in termini di forniture energetiche, ma dovrebbe piuttosto reindirizzare i volumi verso altri mercati. La Russia è pronta a collaborare con gli europei per le forniture di petrolio e gas, ma abbiamo bisogno di segnali da loro. Se gli acquirenti europei decidessero improvvisamente di cambiare orientamento e di garantirci un lavoro congiunto sostenibile a lungo termine, libero da circostanze politiche, per favore. Non ci siamo mai rifiutati” ha detto.
Intanto, in un comunicato congiunto, i ministri delle Finanze del G7, dopo l’incontro con anche i presidenti del Fmi, della Banca Mondiale, dell’Ocse e dell’Aie per discutere del conflitto in Medio Oriente, del suo impatto sulla stabilità regionale e sulle condizioni economiche globali, hanno affermato: “continueremo a monitorare attentamente la situazione e gli sviluppi nei mercati energetici e ci incontreremo quando necessario per scambiare informazioni e coordinarci all’interno del G7 e con i partner internazionali. Siamo pronti ad adottare le misure necessarie, anche per sostenere l’approvvigionamento energetico globale, come lo svincolo delle scorte”.
