Il Comune di Palermo, citato in giudizio nel 2020 dai proprietari di un immobile situato in via Cagliari e dato in locazione ad una società per attività ricettiva extralberghiera, è stato condannato al pagamento di 58.450 euro, oltre agli interessi legali. La condanna è legata alla mancata adozione di misure adeguate per limitare gli effetti negativi della movida che si sviluppava in via Cagliari, nelle vicine vie Cantavespri e Garibaldi e in piazza Sant’Anna, a causa della crescente presenza di pub e locali nella zona.
“Il degrado che si era creato nelle strade vicino all’attività extralberghiere – è scritto nella sentenza – ha causato enormi disagi alle attività e seri danni patrimoniali agli attori che avevano subito nel dicembre 2012 il recesso anticipato della società conduttrice che aveva stipulato un contratto di locazione ad uso alberghiero e attività recettiva per la durata di nove anni (nel 2028 i proprietari dell’immobile avevano stipulato un contratto con un’altra società). Nessuna efficace misura era stata attuata dall’amministrazione comunale, preposta alla vigilanza in ordine al rispetto delle norme in materia di sicurezza e pubblico decoro”.
“Diritto al riposo”
Il giudice nella sentenza scrive che “malgrado gli esposti, le segnalazioni, le denunce e gli interventi del Nopa della Polizia Municipale (per lo più non a seguito di controlli organizzati ma in risposta a singole segnalazioni) non risulta che l’amministrazione comunale si sia fatta davvero carico, in maniera seria e organica dell’esigenza di contemperare istanze tra loro confliggenti, assicurando in maniera equilibrata la tutela del diritto al riposo, alla vivibilità degli spazi urbani, al godimento della proprietà privata, all’esercizio dell’attività economica e allo svago serale e notturno, senza considerare la sicurezza e la tranquillità dei residenti recessive rispetto agli interessi degli esercenti e al divertimento degli avventori”.
