NASpI anticipata: quando, come e perchè

Non è una possibilità aperta a chiunque percepisca la disoccupazione, ma una misura pensata per chi decide di avviare un’attività propria

Quando si parla di NASpI anticipata, l’equivoco è quasi sempre lo stesso: pensare che basti avere diritto alla disoccupazione per poter chiedere subito tutto l’importo residuo. In realtà non è così. La NASpI anticipata è prevista per chi, dopo la perdita del lavoro, decide di avviare un’attività autonoma, aprire un’impresa individuale, entrare in una cooperativa come socio lavoratore oppure proseguire in modo pieno un’attività autonoma già iniziata. Il primo passaggio, quindi, è molto semplice: prima bisogna avere diritto alla NASpI ordinaria. L’INPS chiarisce che la prestazione spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente l’occupazione e che devono possedere i requisiti previsti dalla normativa.

C’è poi un termine che merita attenzione, perché è uno di quelli che non andrebbero sbagliati: la domanda di anticipazione va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Se invece l’attività era già stata avviata durante il rapporto di lavoro poi cessato, il termine decorre dalla domanda di NASpI.

Dal punto di vista pratico, la misura consente di ricevere in un’unica soluzione l’importo della NASpI non ancora percepito. È però una scelta che ha effetti precisi: non spetta la contribuzione figurativa e, se il beneficiario torna a lavorare come dipendente prima della fine del periodo che sarebbe stato coperto dalla NASpI mensile, l’importo anticipato deve essere restituito.

Più che una scorciatoia, dunque, la NASpI anticipata è uno strumento pensato per accompagnare un vero progetto di ripartenza lavorativa. Proprio per questo conviene valutarla bene prima di presentare la domanda, tenendo presenti non solo l’utilità immediata della somma, ma anche le condizioni e le conseguenze concrete che questa scelta comporta.