Dai progetti (pochi o quasi inesistenti) già avviati alle criticità dell’over traffic, passando per la gestione intelligente della viabilità, la sicurezza di pedoni e PMR e le opportunità offerte dalle smart road e dal Mobility as a Service. Questo è il perimetro della proposta di Marco Carmine Foti , un reggino d’eccezione, Presidente della Commissione “Trasporto Pubblico Locale e mobilità sostenibile” dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Genova. È innegabile che la città debba affrontare una profonda rivisitazione, una trasformazione estesa alla città metropolitana, integrata con infrastrutture, tecnologie e governance dello spazio urbano ed extraurbano.
Mobilità
La mobilità rappresenta oggi uno dei principali indicatori della qualità urbana. Non riguarda soltanto la possibilità di spostarsi da un punto all’altro della città, ma incide in modo diretto sulla sicurezza stradale, sull’ambiente, sulla salute pubblica, sull’economia locale e, in ultima analisi, sulla vivibilità complessiva dei territori. In una città come Reggio, caratterizzata da una conformazione orografica complessa, da una forte densità abitativa lungo gli assi costieri e da una rete infrastrutturale stratificata nel tempo, il tema assume un valore strategico.
Occorre recuperare il tempo perduto ponendo in essere programmi e progetti che interessano il Trasporto Pubblico, andando a determinare un profondo cambiamento dell’assetto urbano e metropolitano, rendendo necessario un approccio sistemico, capace di accompagnare il cambiamento con visione, competenze tecniche e capacità di governo.
Miglioramento della fruibilità della viabilità
Tra gli interventi che ritengo maggiormente prioritari emerge il miglioramento della fruibilità della viabilità. Si tratta di un concetto ampio, che non si esaurisce nella qualità dell’infrastruttura stradale, ma che investe la regolamentazione della sosta, la gestione dei parcheggi, il controllo e il monitoraggio dei flussi da parte delle forze dell’ordine, nonché le attività di educazione e formazione al rispetto del Codice della strada. D’altronde le pagine della cronaca locale sono piene di notizie drammatiche il cui danno sociale ricopre un costo multimilionario. E su questo la città ne deve rispondere.
In molte città italiane ed europee sono già attive Zone a Traffico Limitato temporizzate, strumenti che consentono di regolare i flussi veicolari nelle ore di maggiore criticità. Tali misure mirano a ridurre l’accesso del traffico privato, abbassando l’entropia della carreggiata e migliorando la sicurezza complessiva. Le ZTL temporizzate permettono di servire gli esercizi commerciali nelle fasce orarie di minor carico e di evitare la compresenza di traffico pesante e flussi pedonali in momenti particolarmente delicati, come l’uscita dai plessi scolastici.
Zone di Sosta Limitata
Le stesse logiche possono essere applicate al tema della sosta attraverso politiche di Zone di Sosta Limitata temporizzate e localizzate, calibrate su specifiche aree urbane ed extraurbane. Un approccio flessibile, in grado di adattarsi alle diverse funzioni della città e di restituire ordine e leggibilità allo spazio pubblico. Appunto, lo spazio urbano, in questi ultimi decenni completamente lasciato in abbandono, rivisitato secondo un approccio di shared space, uno spazio urbano inteso come luogo di convivenza e responsabilità condivisa. Eliminando la separazione rigida tra utenti della strada, lo shared space induce a una maggiore attenzione reciproca e contribuisce a migliorare la sicurezza, in particolare per pedoni e persone a mobilità ridotta.
Smart Road
La Reggio del prossimo futuro deve basarsi su una mobilità urbana garantita dalle Smart Road (le strade intelligenti), un’evoluzione significativa nel modo di concepire la rete stradale, che da infrastruttura fisica passiva diventa sistema dinamico integrato, capace di interagire con veicoli, utenti e centri di controllo, coordinato da sensori, sistemi di monitoraggio, piattaforme digitali e tecnologie di comunicazione che consentono la raccolta e l’elaborazione in tempo reale di dati relativi ai flussi di traffico, alle condizioni ambientali e agli standard di sicurezza.
Con questo modello, l’infrastruttura non si limita a supportare il movimento, ma diventa parte attiva nella gestione della mobilità, contribuendo alla regolazione dei flussi, alla prevenzione delle situazioni di rischio e all’ottimizzazione delle prestazioni complessive del sistema urbano.
Per un territorio complesso come quello reggino, caratterizzato da una morfologia articolata e da corridoi di traffico fortemente sollecitati (basti pensare gli ingressi in città da Nord e Sud), l’adozione di soluzioni riconducibili al paradigma delle Smart Road potrebbe costituire un elemento strategico di innovazione. L’integrazione tra sistemi di monitoraggio, controllo degli accessi, gestione semaforica intelligente e piattaforme di analisi dei dati consentirebbe di superare una logica meramente reattiva, orientando le politiche di mobilità verso un modello predittivo e data-driven.
Strumento di pianificazione strategica
In questa prospettiva, le Smart Road non rappresentano semplicemente un’innovazione tecnologica, ma uno strumento di pianificazione strategica, in grado di supportare decisioni basate su dati oggettivi e di accompagnare la trasformazione della mobilità urbana in chiave sostenibile, sicura ed efficiente. Ed una città in linea con gli standard delle città metropolitane (non dimentichiamo che Reggio Calabria rientra nei 14 enti territoriali di area vasta con l’obiettivo di gestire strategicamente sviluppo, infrastrutture, trasporti e servizi digitali) non può prescindere dalla valorizzazione del Trasporto Pubblico Locale, il fulcro dell’intera strategia. Il Trasporto Pubblico Locale non è solo un servizio, ma una vera infrastruttura sociale, capace di garantire equità nell’accesso alla mobilità e di sostenere modelli di sviluppo più inclusivi. Investire nel TPL significa investire nella coesione territoriale e nella resilienza delle comunità.
Conclusioni
Per cui, in conclusione, la visione strategica di Reggio può essere sintetizzata nella riduzione della congestione da traffico, nel miglioramento della sicurezza stradale, nella valorizzazione del Trasporto Pubblico Locale e nell’impiego intelligente delle tecnologie. In questo quadro, il ruolo delle competenze tecniche assume un valore centrale in quanto la complessità dei processi in atto richiede capacità di analisi, visione sistemica e strategica. La trasformazione della mobilità reggina non è soltanto un passaggio infrastrutturale, ma una sfida culturale e organizzativa. Governarla con metodo e competenza significa investire sulla qualità urbana, sulla sicurezza dei cittadini e sulla sostenibilità complessiva del territorio.
