“Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi iraniani e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz“. È la volontà congiunta di 22 Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Francia e Germania, già firmatari di una dichiarazione analoga diffusa il giorno precedente, a cui si sono aggiunti altri Stati europei, insieme a Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Nel testo, diffuso dal ministero degli Esteri di Abu Dhabi, si denunciano gli attacchi di Teheran contro navi commerciali e infrastrutture civili. I firmatari, tra cui anche Giappone, Canada e Corea del Sud, esprimono “profonda preoccupazione per l’escalation” e chiedono all’Iran di cessare immediatamente “minacce, piazzamento di mine, attacchi con droni e missili e ogni tentativo di bloccare il traffico commerciale“, invitando al rispetto della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Nel documento, i Paesi sottolineano che la libertà di navigazione è un “principio fondamentale del diritto internazionale” e dichiarano che le interruzioni delle catene energetiche rappresentano una “minaccia per la sicurezza globale“. I Paesi chiedono inoltre una “moratoria immediata e globale” sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese quelle petrolifere e del gas, e si dichiarano “pronti a contribuire agli sforzi per garantire il passaggio sicuro” nello Stretto di Hormuz, assicurando sostegno agli Stati maggiormente colpiti dalla crisi.
