Un gesto di una potenza incredibile, silenzioso ma che parla forte e chiaro. Le calciatrici dell’Iran si sono rifiutate di cantare l’inno nazionale durante la Coppa d’Asia e, adesso, rischiano la morte al ritorno in patria. È stato imposto loro di cantare l’inno nelle partite successive, ma potrebbe non bastare a salvare loro la vita. Un gruppo di attivisti ha circondato il loro pullman al termine dell’ultima partita urlando: “salvate le nostre ragazze! Lasciatele andare!“.
Una delle ragazze ha fatto il gesto di SOS internazionale dal vetro del bus, caricando il momento di forte tensione e sottolineando quanto la loro situazione si grava.
Il conduttore della tv di Stato iraniana, Mohammad Reza Shahbazi, ha definito le atlete “traditrici in tempo di guerra”. L’attivista Zaki Haidari, intervistato dall’Afp, ha sottolineato che “alcune famiglie sono già sotto pressione” e che “non è chiaro quale punizione potrebbero subire” le atlete al ritorno.
Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià, ha esortato Canberra a garantire sicurezza alla squadra; la scrittrice J.K. Rowling ha twittato: “please, protect these young women“.
