“Nell’ultima seduta di Consiglio Comunale è stato approvato il Regolamento che prevede l’istituzione di cinque Circoscrizioni nella prossima imminente consiliatura. Questo è un fatto sicuramente positivo, in quanto finalmente si ritorna alla possibilità che i cittadini possano avere dei referenti sul territorio più vicini a quelle che sono le istanze, i bisogni e le criticità dei quartieri e quindi alla possibilità di risolverle prima. Purtroppo anche in questa occasione si è dovuta registrare l’inadeguatezza del centrosinistra che da 12 anni tiene in ostaggio Reggio e i reggini, relegandoli in fondo a tutti gli indicatori sociali, culturali ed economici”. Comincia così la nota di Saverio Laganà, di Reggio Futura, in merito all’approvazione del regolamento delle circoscrizioni.
“Infatti, nonostante il ripristino delle Circoscrizioni fosse una decisione voluta da tutti gli schieramenti politici presenti in Consiglio, è riuscito a rovinare la festa approvando un regolamento che ricalca il sistema maggioritario, sovrapponibile a quello dei comuni fino a 15.000 abitanti, nonostante le 5 Circoscrizioni appena istituite contano circa 30.000 abitanti ciascuna. In forza di questo, ogni schieramento sarà costretto a presentare una sola lista con sedici candidati che dovranno rappresentare tutti i partiti della coalizione. Ovviamente la speranza del Centrosinistra a questo punto appare chiaro che sia quella di tentare di vincere almeno una circoscrizione su cinque, sapendo bene il vento di destra che soffia in questo momento in città”.
“Quindi, ritenendo questa scelta profondamente sbagliata, anacronistica e penalizzante per le neonate circoscrizioni, un mio impegno fra i tanti che mi ripropongo, come ex Presidente di circoscrizione e candidato per il rinnovo del prossimo Consiglio Comunale in Reggio Futura, sarà quello di farmi promotore, prima all’interno della mia lista e poi coinvolgendo tutto il centrodestra, affinchè nel corso della prossima consiliatura venga cambiato questo Regolamento, che strozza la partecipazione popolare, penalizza i territori e non consente una effettiva e reale rappresentanza dei quartieri e dei suoi abitanti”.
