La Reggina va al circo. E finora cosa è stato, potrà obiettare qualcuno? Ma questa non è una provocazione, non è una battuta. E infatti non fa ridere. La Reggina va al circo nel senso che è stata invitata al circo, e dunque potrebbe valutare di andarci. Ma è stata invitata per via di un equivoco banalissimo, per una “svista” (per usare un termine recente), per una leggerezza che si sarebbe potuta gestire – forse – in modo diverso. Il logo amaranto, infatti, nei giorni scorsi è stato inserito nella locandina di uno spettacolo circense che sta intrattenendo i cittadini a Reggio Calabria in questi giorni. Dalla direzione del circo, nessuno ha chiesto al club di poter utilizzare quel logo. Da qui l’equivoco, e il caso.
Il giornalista Maurizio Gangemi è stato il primo a denunciare il fatto, ricevendo come risposta – dalla società dello Stretto – l’intenzione della stessa di far valutare l’azione “a chi di chi di competenza”. Che, tradotto, significa: “chiederemo spiegazioni e valuteremo il da farsi”. Non sappiamo come si sia mossa la Reggina, ma sappiamo che il circo ha risposto, scusandosi con un comunicato mortificante. Eccolo di seguito integralmente.
“Il Circo Paolo Orfei desidera esprimere le proprie scuse alla Reggina 1914, ai suoi dirigenti, ai calciatori e a tutti i tifosi amaranto per l’utilizzo non autorizzato del logo della società all’interno di una locandina promozionale relativa ai nostri spettacoli. L’inserimento del marchio è avvenuto in modo del tutto improprio e senza alcuna intenzione di arrecare danno o di sfruttare l’immagine della storica squadra della città. Ci scusiamo sinceramente per l’accaduto. Cogliamo inoltre questa occasione per rivolgere un cordiale invito alla squadra della Reggina 1914 affinché possa essere nostra ospite a uno degli spettacoli del Circo Paolo Orfei, come segno di stima, amicizia e rispetto verso la società e verso tutta la città. Il nostro obiettivo è da sempre quello di portare momenti di spettacolo e condivisione alle famiglie, nel pieno rispetto delle realtà sportive e culturali del territorio”.
Perché mortificante? Perché sembra quasi che il circo abbia commesso chissà quale grave reato. Ma ha per caso liberato leoni e tigri al Sant’Agata mentre Ballarino stava prendendo il caffè con Torrisi a bordo campo? Avrebbe dovuto chiedere il permesso per il logo? Eticamente e moralmente, sì, considerando che Ballarino quel logo lo ha acquistato. Da qui a questione di Stato, però, ce ne passa. Da qui a comunicato mortificante, pure. E il motivo è semplice.
La Reggina è in Serie D, al terzo anno di Serie D, e rischia seriamente di centrare il quarto. Raccoglie da tempo umiliazioni e figuracce, talmente tante che il circo – a confronto – fa davvero ridere. E i clown non c’entrano. A non far ridere, invece, è tutta la vicenda. A maggior ragione se il comunicato dovesse essere nato da effettive richieste di spiegazioni, legittime ma magari senza tutto questo clamore. Davvero il problema della Reggina oggi, di questa Reggina, è un logo inserito nella locandina di uno spettacolo circense? Se è così, allora chiudiamo tutto. Lasciamo aperto solo il sipario per far esibire i pagliacci coi leoni, stando però attenti a capirne le effettive distinzioni…
