“Trump ci ha coinvolto quando è stato attaccato l’Iran? No, non mi sembra. Ci ha avvisato a cose fatte. Spero – non ne ho certezza ovviamente – che chi ha lanciato questa iniziativa abbia valutato tutte le conseguenze. L’Italia non ha scelto questo attacco e questa guerra non è una nostra guerra. Non siamo in guerra contro la Russia, non siamo in guerra contro l’Iran. Manteniamo le nostre truppe in diversi paesi all’estero, compreso Libano, Medio Oriente, per tutelare la pace e difendere dagli attacchi“. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ai microfoni di Rtl 102.5.
“Mandare navi da guerra in zona di guerra significherebbe avvicinarsi al Terzo conflitto mondiale. Quindi bene la prudenza del governo italiano“, ha rimarcato il ministro delle Infrastrutture.
“Ho convocato domani, insieme al ministro dell’Economia, a Milano le principali compagnie petrolifere, perché non è tollerabile una speculazione come quella che abbiamo visto in questi quindici giorni. E qua i paesi europei vanno in ordine sparso. Qualcuno ha messo un tetto al costo del carburante, qualcuno sta rivalutando le accise, qualcuno continua a comprare petrolio dalla Russia, cosa che secondo me in questo momento dovrebbe essere riesaminata a livello di Bruxelles, come hanno fatto anche gli Stati Uniti, perché altrimenti la pagano solo famiglie e imprese questa ennesima guerra“, ha aggiunto Salvini.
“Domani – ha aggiunto il vicepremier – conto di uscire da quella riunione con degli impegni da parte delle compagnie petrolifere che stanno facendo extra profitti, così come hanno fatto le banche negli ultimi anni“.
“È giusto pensare al ruolo dei nostri ragazzi, perché sono all’estero, in Libano, e non solo con scopi difensivi… Questi ragazzi non sono lì per attaccare, per offendere, per uccidere, per fare la guerra: sono lì per difendere. Però in questo momento c’è un rischio: ti trovi fra due fuochi. Sei lì con le regole di ingaggio per difendere le popolazioni civili e sei in mezzo a due che invece si sparano. E quindi ragionare su come rimanerci, quanto rimanerci e se rimanerci è assolutamente doveroso“, ha spiegato il vicepremier.
