Igea Virtus-Reggina, Torrisi infiamma la vigilia: “sfottò? Per loro partita più importante degli ultimi 20 anni, li capisco”

Si preannuncia una trasferta caldissima per la Reggina in casa dell'Igea Virtus, 'avvelenata' dalla penalizzazione: le parole di mister Torrisi in conferenza stampa

Igea Virtus-Reggina è la partita che può decidere la stagione degli amaranto, obbligati a vincere per distanziare una diretta concorrente e per continuare la corsa, che dura ormai da 3 anni, verso il primo posto in primis, poi alla promozione che ne sarebbe conseguenza diretta e unica condizione per non dover etichettare alla voce ‘totale fallimento’ anche questa stagione. La vigilia è incandescente. La penalizzazione inflitta all’Igea Virtus ha scaldato parecchio l’animo dei siciliani che, dal canto loro, non hanno risparmiato dichiarazioni pesanti nei confronti degli amaranto per il mancato accordo sullo spostamento della partita alle 14:30. Punzecchiature, frecciatine e benzina sul fuoco di una trasferta che si preannuncia complicata per Barillà e compagni.

In conferenza stampa, mister Torrisi ha dichiarato: “noi sappiamo l’importanza della gara. La squadra è consapevole di quanto questa partita sia importante per il percorso e l’obiettivo finale. Siamo sereni e consapevoli di quella che sarà la partita. Sappiamo la nostra forza, sappiamo che l’avversario, a prescindere dalla penalizzazione, ha fatto qualcosa di straordinario. Noi siamo stati costruiti per queste partite“.

Sugli sfottò dalla parte siciliana e l’impatto in campo: “leggo pochissimo i social. Mercoledì ha fatto il compleanno mio zio, non avendo Facebook, sono stato in difetto e non gli ho fatto gli auguri. E gli è pesata tanto. Leggo la stampa, ho capito che per l’Igea è una partita importante, una delle più importanti degli ultimi 20 anni, leggevo. Posso condividerlo. Fino a qualche giorno fa coltivava il sogno di andare in Serie C, ma oggi non può più sbagliare e rischia anche di non fare i Playoff. Lo stato d’animo è giusto, ma in campo non vanno le chiacchiere ma i giocatori, io penso di avere una squadra abbastanza forte per dimostrare di giocarsi una partita dominante a livello mentale e psicologico, in cui dovremmo essere tatticamente perfetti e adattarci ai momenti della gara, soprattutto a livello emotivo“.

In merito al lavoro delle due settimane, Torrisi spiega: “se ci siamo ritrovati? Si era visto già prima della Sancataldese, sotto l’aspetto pratico, il nostro Dna e l’atteggiamento. In queste partite di cartello è più facile ritrovarlo, esce qualcosa in più dal cilindro. Io ho giocatori che, con tutto il rispetto per questa categoria, hanno giocato l’Europa League, hanno giocato in stadi da 25.000-30.000 persone, noi siamo stati costruiti per questo genere di partite. I trascorsi di staff tecnico e giocatori dicono che siamo fatti per queste partite, io vivo e faccio il mio lavoro per questo genere di partite. Se non facessimo questo, vuol dire che faremmo campionati anonimi. Noi abbiamo ciò che fa la differenza in queste categorie, il blasone, la storia del club“.

Sui convocati: “Di Grazia è rientrato, farà parte della partita. Abbiamo perso Sartore. Barillà spero di riaverlo per la prossima partita. Per il resto siamo tutti disponibile“.

Ritornando sul match, Torrisi spiega: “abbiamo lavorato sui nostri principi di gioco, abbiamo cercato di mettere in campo idee e proposte che possono essere importanti anche a partita in corso. Abbiamo lavorato su entrambe le fasi e sull’atteggiamento. Dobbiamo essere tatticamente perfetti e dimostrare di avere personalità, non nel chiacchiericcio, ma nella consapevolezza che ogni giocatore deve avere nelle qualità che deve mettere in campo. La personalità è anche di chi calcia in porta e sa di avere un tiro che può fare gol, sa che può mettere la palla dove vuole. Io ho giocatori che se fanno 10 minuti di quello che sono stati negli anni, possono vincere le partite da soli in questa categoria. Io non vedo nelle altre squadre la stessa qualità, soprattutto nel reparto offensivo. Potrebbe essere importante passare in vantaggio per primi, ma l’importante è vincere: se si fa gol all’ultimo secondo o all’inizio, lascia il tempo che trova“.

Sulla questione tattica, il mister spiega: “possiamo giocare inizialmente 4-2-3-1 e poi fare delle costruzioni a 3 come abbiamo fatto domenica contro la Sancataldese. In queste partite il sistema di gioco lascia il tempo che trova, l’aspetto mentale fa la differenza, dobbiamo essere psicologicamente dominatori di questa partita. Dobbiamo avere l’atteggiamento di una squadra che ha personalità e che capisce come arriva alla partita: la media punti che abbiamo da quando sono arrivato io, non ce l’ha nessuno. Quando poi vedi che in 1 ora e mezza vengono polverizzati 500 biglietti, abbiamo l’occasione di dare un’altra soddisfazione alla nostra gente“.

Per quanto riguarda il calo di prestazioni di Ferraro, il mister spiega: “Ferraro non ha avuto un’involuzione. Nel calcio non esiste il ‘mantenimento’, esistono miglioramento e peggioramento. La squadra ha avuto un peggioramento, una flessione fisiologica. A Lamezia abbiamo avuto un atteggiamento sbagliato, ora abbiamo ben impresso in mente cosa può accadere se succede di nuovo. Ferraro, essendo l’attaccante, viene più evidenziato, come succede al portiere. Sono certo della sua performance fisica e mentale“.

Ritornando sull’avversario: “la partita dell’andata dice tanto, soprattutto sotto il profilo dell’autostima, contro un avversario che ha dimostrato con i fatti di fare cose importanti. Era la mia seconda partita, avevamo nell’embrione nuove idee e concetti, c’era cambiamento tattico e metodologico, si è cambiato tantissimo a livello di giocatori. Quella squadra, che aveva pochissimo di quello che ha oggi a livello tattico e mentale, ha preso un gol su disattenzione e non ha mai subito l’Igea. Quando non eravamo squadra abbiamo subito poco e ce la siamo giocata alla pari, questo ci fa capire quanto oggi possiamo fare bene“.

Sulla prestazione di Guida, un po’ sottotono: “è entrato nelle fasi delle partite in cui non ha avuto modo di incidere. A Ragusa, da titolare, abbiamo sbagliato scelte individuali. Si allena a 1000, può dare un contributo importante. Ha bisogno di adattarsi a Reggio, ognuno ha i suoi tempi. L’anno scorso ha fatto bene a Paternò, anche a Cava ha fatto bene nonostante i pochi gol. È un toro, corre, ha la cazzimma“.

Sul primo posto mai raggiunto: “è inutile nasconderlo, la Reggina è obbligata a vincere. Il blasone ha una storia, la società ha questa volta. Il patron mercoledì si è presentato di buon mattino a farci visita, venerdì è venuto il dott. Vitale, suo genero. L’unione di intenti è abbastanza chiara. La Reggina è obbligata, senza scuse, ad andare in Serie C. Io ho promesso a questa piazza che la Reggina, fino all’ultima giornata, deve obbligatoriamente lottare per la Serie C. Ero consapevole dell’handicap che avevamo, ma i numeri di questa gestione dicono che abbiamo fatto meglio degli altri, ma se alla fine non vinci non basta. Chi vince ha ragione, chi perde spiega, chi vince diventa antipatico ma ha sempre ragione“.

I convocati

Di seguito i convocati di Torrisi:

  • Portieri: Lagonigro, Summa.
  • Difensori: Adejo, Desiato, Distratto, D. Girasole, R. Girasole, Giuliodori, Lanzillotta, Panebianco, Verduci.
  • Centrocampisti: Bevilacqua, Fofana, Laaribi, Macrì, Mungo, Salandria.
  • Attaccanti: Di Grazia, Edera, Ferraro, Guida, Palumbo, Ragusa.
  • Non convocati: Canino, Chirico, Fanari, Fomete, Pellicanò, Porcino.
  • Indisponibili: Barillà, Sartore.