Alessandro Basso, sindaco di Pordenone per Fratelli d’Italia, e Loris Bazzo, primo cittadino di Carlino (Udine) per la Lega, hanno annunciato il loro matrimonio civile, previsto per il 27 giugno 2026 nel Chiostro di San Francesco a Pordenone. La coppia, che vive insieme da tempo, si è espressa su questa decisione non solo come una scelta personale, ma anche come un atto simbolico di rottura delle barriere politiche e sociali. “Siamo la prova che la destra è più avanti di tanti altri”, ha dichiarato Basso, sottolineando che, nonostante le loro appartenenze politiche, la loro unione civile riflette un importante segnale di maturità personale e politica.
Basso e Bazzo, entrambi cattolici praticanti, hanno spiegato che, pur rispettando la famiglia tradizionale e i suoi valori, hanno deciso di percorrere la propria vita insieme in modo onesto e alla luce del sole. L’annuncio ha rappresentato una sorpresa, considerando la storica posizione di Fratelli d’Italia nella difesa della famiglia tradizionale. “Il nostro matrimonio è un superamento delle barriere e un segno di maturità“, ha aggiunto Basso, ricordando anche le difficoltà del futuro marito, padre di due figli.
Il fatto che due sindaci di centrodestra abbiano scelto di formalizzare la loro unione civile è visto come un’inversione di tendenza, considerando la storica opposizione del centrodestra alla legge sulle unioni civili, approvata dal centrosinistra nel 2016. In merito, il Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia ha inviato le sue congratulazioni, riconoscendo come la scelta dei due sindaci dimostri che i tempi erano maturi per una legge che sancisse pari diritti e doveri per tutte le coppie.
Il Pd ha anche sottolineato che questa unione civile rappresenta un passo importante verso l’inclusività e l’uguaglianza dei diritti per tutte le coppie, invitando a riflettere su quelle che ancora oggi, per pregiudizi o motivi di status, non possono vivere liberamente il loro amore o formalizzarlo con gli stessi diritti. Questo evento, che unisce aspetti politici e personali, segna una svolta nella discussione sulle unioni civili in Italia, mettendo in evidenza un cambiamento significativo nell’approccio del centrodestra rispetto a temi legati ai diritti civili.
