Un’esperienza immersiva nei capolavori di Beethoven, Chopin e Prokof’ev, affidati ad interpreti di alto livello e alle suggestioni visive, nel segno della tradizione e dell’innovazione artistica. Il Teatro Massimo Bellini presenta un nuovo appuntamento sinfonico di prestigio, in calendario giovedì 20 marzo alle ore 20:30 (turno A) e venerdì 21 marzo alle ore 17:30 (turno B), nell’ambito della stagione concertistica.
Sul podio il direttore d’orchestra Marcus Bosch, interprete di riferimento del repertorio tedesco e mitteleuropeo, noto per la chiarezza analitica del gesto e per la profondità delle sue letture sinfoniche. Pianista solista sarà l’artista di fama internazionale Elisso Bolkvadze, acclamata per la sensibilità poetica e il virtuosismo, vincitrice di importanti concorsi internazionali e attiva sulle principali scene concertistiche europee. La performance sarà accompagnata dalle suggestive illustra-zioni dal vivo curate da Letizia Algeri, che arricchiranno l’esperienza musicale con una dimensione visiva coinvolgente.
Il programma propone un affascinante percorso attraverso tre capolavori del repertorio sinfonico e concertistico. Si apre con l’eleganza brillante di una memorabile pagina chopiniana, “Andante spianato et Grande Polonaise brillante, op. 22, composta tra il 1830 e il 1834: il pezzo nasce originariamente come Polonaise per pianoforte e orchestra, cui il compositore aggiunse in seguito l’Andante spianato, concepito per pianoforte solo. Il brano unisce lirismo cantabile e brillantezza virtuosistica, esaltando la raffinatezza espressiva dello strumento e il gusto salottiero della Parigi romantica.
A seguire, il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in re bemolle maggiore, op. 10 di Sergej Prokof’ev, scritto nel 1911-1912 ed eseguito per la prima volta dallo stesso autore. Opera giovani-le di straordinaria energia e modernità, il concerto si distingue per la struttura compatta in un uni-co movimento articolato, per la scrittura pianistica incisiva e per il carattere ironico e spigoloso, già pienamente rappresentativo dello stile prokof’eviano.
Chiude la celebre Sinfonia n. 6 in fa maggiore, op. 68 ‘Pastorale’ di Ludwig van Beethoven, creata tra il 1807 e il 1808 ed eseguita per la prima volta a Vienna nel 1808. Articolata in cinque movimenti, la Sesta rappresenta una delle più alte espressioni della poetica beethoveniana: più che una descrizione naturalistica, essa è “espressione di sentimenti” suscitati appunto dalla natura, come indicato dallo stesso autore. Dalla serenità del risveglio campestre alla vivacità della scena al ruscello, fino alla tempesta e al canto di ringraziamento finale, la partitura offre un percorso emotivo di grande intensità, inserito in una locandina che per l’occasione si distingue ancora per la sua proposta artistica multidisciplinare, in cui la musica incontra quella visuale.

