La guerra in Iran sta per raggiungere un mese dai raid del 28 febbraio e non sembrano esserci concreti segnali di de-escalation all’orizzonte. Intanto, si aggrava la crisi petrolifera in atto. Il Giappone, che dipende dal Medio Oriente per circa il 95% delle sue importazioni di petrolio, rilascerà un’ulteriore parte delle sue riserve strategiche di petrolio a partire da giovedì. Lo ha dichiarato il premier Sanae Takaichi, dopo che Tokyo ha iniziato ad attingere alle scorte la scorsa settimana nel pieno della crisi provocata dalla guerra contro l’Iran. “Al fine di garantire ‘la quantità necessaria per tutto il Giappone’… questa settimana, a partire dal 26 marzo, inizieremo a rilasciare le riserve petrolifere statali“, ha affermato in un post su X.
Lunedì scorso, Tokyo ha iniziato a rilasciare riserve petrolifere del settore privato sufficienti per 15 giorni. Le riserve strategiche di petrolio del Giappone sono tra le più grandi al mondo e a dicembre ammontavano a oltre 400 milioni di barili. L’11 marzo scorso, i membri dell’Iea hanno concordato di attingere alle riserve petrolifere per attutire l’impennata dei prezzi causata dalla guerra in Medio Oriente: si tratta della risposta di questo tipo più ingente mai attuata.
