Daniela Zinnanti, la donna uccisa lunedì scorso a Messina dal suo ex compagno Santino Bonfiglio, avrebbe tentato di opporsi all’aggressione prima di morire. È quanto emerge tra i primi risultati dell’autopsia eseguita oggi. Secondo una prima ricostruzione, Bonfiglio avrebbe utilizzato un tondino di ferro per forzare una finestra e introdursi nella camera da letto, colpendo poi la donna per stordirla. Successivamente avrebbe impugnato un coltello, con il quale l’avrebbe colpita ripetutamente, pare ben 30 volte. In base ai risultati dell’autopsia, la morte sarebbe sopraggiunta in tempi molto rapidi.
Il precedente del 2008
Il corpo della donna è stato scoperto il giorno seguente dalla figlia che, preoccupata per il silenzio della madre, si è recata nella sua abitazione. Nel corso delle indagini è emerso anche un precedente risalente al 2008: Bonfiglio era stato arrestato a Spadafora con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della compagna di allora. In primo grado l’uomo fu condannato a dieci anni di carcere, ma in appello il reato venne riqualificato come lesioni personali e la pena fu ridotta a tre anni.
