Femminicidio a Messina: città sotto shock, tutte le reazioni

Messina: risveglio terribile per la città dello Stretto dopo il femminicidio di Daniela Zinnanti

La città di Messina è scossa dopo il femminicidio avvenuto nella tarda serata di ieri. Ad essere uccisa è Daniela Zinnanti, una donna di 50 anni che viveva in via Lombardia, nel quartiere Lombardo. La polizia ha fermato un uomo, Santino Bonfiglio, 67 anni, ex compagno della vittima che interrogato avrebbe confessato ed è stato portato in carcere. Dopo Lorena Quaranta e Sara Campanella, un’altra donna uccisa da un uomo a Messina.

Basile: “scosso e addolorato”

“Sono profondamente scosso e addolorato per la tragica morte di Daniela. La nostra comunità è ancora una volta costretta a confrontarsi con una violenza inaccettabile che spezza una vita e lascia dietro di sé dolore, sgomento e incredulità. A meno di un anno dal femminicidio di Sara, Messina si ritrova nuovamente a piangere una donna vittima della violenza. Una ferita che colpisce l’intera città e che impone a tutti noi una riflessione ancora più forte sulla necessità di contrastare con determinazione ogni forma di violenza contro le donne. Ogni femminicidio è una ferita che lacera tutti noi. Davanti a tutto questo, il silenzio non è un’opzione. Alla famiglia di Daniela rivolgo il più sincero e sentito cordoglio“, lo afferma Federico Basile.

Scurria: “cordoglio e vicinanza ai familiari”

“Apprendo dell’ennesima vittima di femminicidio. Nel manifestare cordoglio e vicinanza ai familiari, ritengo che sia necessaria una profonda riflessione sulla necessità di rendere più efficace l’azione di prevenzione di questi reati. Mirate campagne educative devono essere attuate per superare questa emergenza sociale. Per la comunità è un giorno molto triste. Ancora una vita spezzata, ancora una sconfitta ed un dolore per tutti”, è quanto afferma Marcello Scurria.

Il cordoglio di Cacciotto

“La nostra città si sveglia stamattina più povera e più triste a causa dell’ennesimo femminicidio consumatosi ieri, stavolta nel Quartiere Lombardo. Daniela Zinnanti era una donna di 50 anni. Solo domenica si “celebrava” la festa della donna con frasi e parole troppo spesso di routine e di facciata. La giustizia faccia adesso il suo corso. Per Daniela si aprano le porte del cielo e che Dio consoli i cuori dei familiari”, è quanto afferma Alessandro Cacciotto, presidente della terza municipalità.

“Cosa è accaduto è necessario scoprirlo”

“Una donna, una madre, una figlia ha perso la vita perché uccisa brutalmente dall’ex compagno che non avrebbe dovuto nemmeno trovarsi in quell’abitazione ma ai domiciliari e sotto il controllo del braccialetto elettronico. Cosa è accaduto è necessario scoprirlo: lo si deve alla vittima ed alla figlia che ne ha trovato il corpo senza vita e a tutte le altre donne potenzialmente in pericolo. Quanto accaduto a Messina sconvolge perché ci costringe ad aggiungere un altro nome alla lunga lista dei femminicidi e perché, evidentemente, qualcosa non ha funzionato. Il Parlamento può varare le migliori leggi a tutela dei cittadini ma saranno inefficaci se poi un malfunzionamento del braccialetto non impedisce che il peggio accada. Per questo, presenterò un’interrogazione per capire cosa sia realmente successo con il braccialetto elettronico che avrebbe dovuto garantire il controllo dell’assassino. E’ mio dovere come appartenente alle istituzioni ma è anche mio diritto come donna e madre”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Carolina Varchi, capogruppo in commissione Giustizia.