A due settimane dall’inizio della guerra in Iran, è l’energia elettrica a registrare gli aumenti più consistenti, seguita dai rincari di rame, ferro, alluminio e carburanti. Più contenuti risultano invece gli aumenti dell’acciaio, mentre il prezzo delle farine resta stabile. Secondo un monitoraggio condotto da Cna, si osserva un generale incremento dei costi dell’energia. Emergono inoltre le prime difficoltà negli approvvigionamenti, accompagnate da un forte aumento delle spese di trasporto, che per un container standard possono crescere fino a 3.000 euro, e dei costi assicurativi.
In Italia il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica ha registrato un aumento del 60%
In Italia, il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica ha registrato un aumento del 60%, seguendo l’andamento delle quotazioni del gas sul mercato di Amsterdam. Nelle ultime due settimane il prezzo medio si è attestato a 143 euro per megawattora, superiore rispetto ai 102 euro della Germania, ai 63 euro della Francia e ai 48 euro della Spagna.
Materie prima
I mercati delle principali materie prime mostrano nel complesso una tenuta piuttosto stabile, senza registrare aumenti diffusi e improvvisi dei prezzi. Per diverse commodities si è anzi osservato un lieve calo delle quotazioni: il nickel segna -1,9%, il rame -2,6%, il piombo -2,7%, lo zinco -3% e lo stagno -7,9%. Gli aumenti più marcati riguardano invece i combustibili fossili: secondo la Cgia, il prezzo del petrolio è cresciuto del 45,8% e quello del gas del 62%, con rincari persino superiori a quelli registrati dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Bollette
Al netto dell’aumento dei carburanti, che sta pesando sui bilanci degli italiani, e in attesa di eventuali interventi del Governo per attenuare il costo delle bollette, Nomisma Energia stima che le 27,7 milioni di famiglie italiane potrebbero affrontare un aumento medio annuo di circa 350 euro. Su questa base, la Cgia calcola che l’impatto complessivo dell’aumento delle bollette potrebbe arrivare a 9,3 miliardi di euro.
Città più colpite
Le città più colpite sarebbero Roma, con una spesa energetica aggiuntiva stimata in 705,8 milioni di euro, Milano con 554,5 milioni e Napoli con poco più di 406 milioni. Al contrario, gli incrementi più contenuti si registrerebbero nelle province di Vibo Valentia (+23,1 milioni), Aosta (+21,3 milioni) e Isernia (+12,7 milioni).
Carburanti
Nel frattempo si registra anche un forte aumento dei carburanti: il prezzo della benzina è cresciuto dell’8,7%, mentre quello del diesel del 18,2%. Il caro carburante e il possibile aumento delle bollette di luce e gas nei prossimi mesi rischiano quindi di rappresentare uno dei principali fattori di pressione sia sul potere d’acquisto delle famiglie sia sui costi sostenuti dalle imprese.
Leva fiscale
Nel breve periodo, il Governo potrebbe agire sulla leva fiscale, ad esempio con una riduzione temporanea delle accise sui carburanti o con una rimodulazione dell’IVA sulle bollette energetiche. Inoltre, potrebbe risultare utile alleggerire gli oneri di sistema nelle bollette di luce e gas, misura che contribuirebbe a sostenere il potere d’acquisto dei cittadini e a migliorare la competitività delle imprese.
Secondo la Cgia, è inoltre necessario rafforzare i poteri delle autorità di vigilanza, così da contrastare eventuali fenomeni speculativi lungo la filiera energetica e garantire una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi.
