“Gentili Candidati, mentre vi apprestate a definire le linee programmatiche per il governo di Reggio Calabria per i prossimi cinque anni, il dibattito pubblico appare, come di consueto, permeato sulle pur doverose urgenze come la gestione dei rifiuti, la manutenzione stradale e l’efficientamento idrico, tuttavia, da studioso legato a questa città, sento la necessità di richiamare la vostra attenzione su una verità che la politica spesse volte sacrifica sull’altare del pragmatismo immediato, ovvero che Reggio non potrà mai risollevarsi restando ancorata alla sola gestione dell’ordinario”. Comincia così la lettera aperta del Prof. Verduci, studioso e storico reggino, rivolta ai candidati a Sindaco della città, in vista delle elezioni del 24 e 25 maggio.
“La nostra città non è una periferia metropolitana ma è una stratificazione millenaria di civiltà e senza una visione che metta la cultura e la vocazione turistica al centro dello sviluppo economico resteremo condannati a una perenne amministrazione di stasi. Dobbiamo innanzitutto, a mio avviso, smettere di considerare la cultura come un costo e un valore accessorio o un insieme di eventi fini a sé stessi, poiché essa è l’infrastruttura su cui poggia l’identità cittadina; è necessario superare la frammentazione affinché il Museo Archeologico Nazionale diventi il fulcro di una rete che includa l’Ipogeo di Piazza Italia, le Mura Greche, le Terme Romane e il Castello Aragonese, proponendo la creazione di un biglietto unico digitale e di percorsi narrativi che guidino il turista attraverso i secoli, senza dimenticare il recupero del patrimonio diffuso dei palazzi storici e delle aree archeologiche minori, molte, in stato di abbandono attraverso un apposito ufficio per il recovery culturale incaricato di intercettare fondi europei specifici”.
“Reggio deve essere pensata inoltre come una città portuale e aeroportuale che rappresenti la porta del Mediterraneo, dove il Lungomare Falcomatà non sia solo il chilometro più bello d’Italia ma un affaccio geopolitico che richiede un piano serio di accoglienza per i crocieristi, una stazione marittima moderna e una segnaletica turistica multilingue fisica e aumentata che colleghi il porto al centro storico, proseguendo la rigenerazione urbana verso il waterfront e integrando le periferie nel circuito della bellezza” si legge ancora.
“La programmazione deve inoltre intercettare la vocazione del turismo delle radici e delle esperienze, valorizzando la dieta mediterranea e il Bergamotto non solo come prodotto agricolo ma come brand globale attraverso un museo diffuso e percorsi sensoriali che uniscano la città all’ Area Grecanica dell’Aspromonte e alla bellissima Costa Viola, senza trascurare il turismo congressuale e universitario legato all’Università Mediterranea e all’Accademia di Belle Arti. È necessario dunque che i programmi elettorali includano impegni concreti e misurabili in ambito culturale, occorre investire garantendo risorse adeguate, una corretta gestione e una seria e attenta programmazione a lungo termine che siano in grado di attrarre cittadini e visitatori. È fondamentale sostenere gli operatori culturali locali: artisti, cooperative, associazioni e imprese creative che rappresentano un tessuto vitale che va riconosciuto e incentivato.
Un altro punto cruciale riguarda il coinvolgimento dei giovani. La cultura deve essere vissuta non solo come fruizione passiva, ma come opportunità di partecipazione attiva e strumento di crescita sociale e personale. Laboratori, progetti nelle scuole e spazi di aggregazione possono contribuire a contrastare il disagio giovanile e a trattenere talenti che troppo spesso sono costretti a lasciare Reggio”.
“Non meno importante è il legame tra cultura e turismo. Una opportuna e studiata strategia integrata potrebbe trasformare la nostra città, in una destinazione attrattiva tutto l’anno valorizzando eventi, percorsi tematici e itinerari culturali. Questo approccio genererebbe ricadute economiche significative creando occupazione e rafforzando il tessuto locale.
Affinché questi punti non restino lettera morta, mi permetto di suggerire ai candidati di impegnarsi formalmente a nominare un assessore alla cultura di comprovato spessore scientifico svincolato da logiche elettorali, che possa istituire una consulta permanente della cultura formata da accademici e associazioni e a puntare sulla digitalizzazione integrale per rendere Reggio una smart cultural city dove ogni reperto sia parlante.
Solo in questo modo sarà possibile costruire una politica culturale realmente rappresentativa dei bisogni e delle aspirazioni della comunità”.
“La città merita una visione ambiziosa, capace di coniugare identità e innovazione e la cultura deve essere uno degli aspetti centrali di questa visione.
Candidati, la sfida non è solo pulire la città ma restituire ai reggini l’orgoglio di appartenere e di essere una capitale del Mediterraneo, poiché una città che non conosce il proprio passato non può disegnare il proprio futuro e serve il coraggio di una visione alta che veda nella cultura il motore primario della nostra rinascita sociale ed economica, affinché Reggio Calabria torni finalmente a essere la città della luce e del mito” si chiude la lettera.
