Cose da non fare per il Referendum sulla Giustizia: prima di tutto, non farsi venire in mente l’idea di non andare a votare. E questo vale sempre, quando il cittadino è demandato a svolgere il compito più democratico che esista in un paese – appunto – democratico, checché ne dicano gli ossessionati. Ma no, non è di questo che vorremmo parlare. Sarebbe troppo semplice invitare al voto. Ce n’è un’altra, di azione, da non commettere nel contesto del dibattito referendario: prendere esempio da Mimmo Lucano.
Mimmo Lucano ha parlato, ha detto la sua. Ed è riuscito nell’impresa di fare anche peggio di Gratteri. Che, sì, si è nascosto dietro “l’ingenuità” di un’interpretazione tutta sua, rigirando la frittata dietro la solita ancora di salvezza, la strumentalizzazione. Lucano l’ha proprio detta così, lineare ma contorta nello stesso tempo, contraddicendo se stesso. “Sono tormentato, lo ammetto” ha detto a ‘Il Foglio’. “Votare No al referendum. Mi tormenta e mi turba. Sia chiaro: io lo farò. Voterò No contro questa Destra… Ma per la mia vicenda personale, confesso che mi richiede uno sforzo enorme. Io sono stato vittima di un grande equivoco giudiziario ma al tempo stesso orchestrato consapevolmente. Sono stato vittima di magistrati che mi hanno imbrogliato. Che hanno giocato con me. Che si sono detti: ‘Quest’uomo va fermato’. La mia coscienza mi porta a crociare No. Ma lo farò senza entusiasmo, ecco. E ovviamente senza fare campagna elettorale”.
Mimmo Lucano, pur essendo stato vittima del complesso sistema giudiziario italiano, voterà No. E già questo dovrebbe far riflettere. Ma voterà No pur volendo votare Sì, in sostanza. Lo farà solo per non “darla vinta alla Destra”. Non è il primo a dichiarare una frase del genere, ma è un politico, un politico che ha conosciuto da vicino come e perché oggi in Italia si vorrebbe riformare la Giustizia. Non è un voto politico, non lo è mai stato, ma lo è diventato, a partire proprio da chi – all’interno della stessa Magistratura – gioca a fare il politico.
Al di là di come andrà a finire, si può già dire in partenza che la battaglia sia stata persa. Perché se prevarrà il Sì verrà enfatizzata la vittoria del CentroDestra; se prevarrà il No si isserà in alto la bandierina di Schlein, Conte e compagnia. Politicizzata, anche questa, come se non bastassero il Ponte sullo Stretto o la guerra in Iran, argomenti – anche questi – sfruttati solo per alimentare onte di polemiche inutili che esulano dal reale bisogno: il bene del proprio territorio.
Tornando al Referendum, e questo non va mai dimenticato, tanti esponenti di Sinistra – e lo hanno dichiarato pubblicamente – voteranno No. Lo faranno perché non votano per un partito, per un esponente politico, per un’ideologia, ma votano per ciò che realmente è richiesto: provare a riformare la Magistratura oppure confermare la volontà che tutto rimanga com’è. Insomma: innanzitutto andate a votare, ma fatelo prendendo esempio proprio da questi ultimi. Di certo, non da Mimmo Lucano.
