“È un’iniziativa civica, non politica e partitica. Ed è per questo che la Cisl aderisce alla manifestazione di Messina, il prossimo 28 marzo“. È quanto dichiarato dal segretario provinciale della Cisl messinese, Nino Alibrandi, nel confermare la sua presenza presso la manifestazione “L’ora del Ponte” del 28 marzo a Messina. Alibrandi ha sottolineato come la CISL abbia sempre espresso parere favorevole a “quest’opera strategica, rispetto alla quale Messina non può e non deve rimanere marginalizzata. E per questo motivo abbiamo deciso di aderire con una delegazione della Cisl a sostegno di questa infrastruttura. È ovvio che i chiarimenti richiesti dalla Corte dei conti devono arrivare, che le criticità devono essere superate ma tutto questo non può diventare un motivo per annullare quella che è la visione di un radicale cambiamento infrastrutturale, grazie al quale il Ponte non è solo una “cattedrale nel deserto” ma è il coronamento di una grande Rete di trasporti viari e ferroviari. E, dunque, diventa un’opportunità strategica per tutto il Sud d’Italia“.
Alibrandi sottolinea come Cisl ritenga essenziale la partecipazione attiva delle parti sociali: “all’interno di questi processi legati al sistema infrastrutturale del Ponte e di tutte le altre opere connesse, noi abbiamo sempre auspicato che ci fosse e che sia una partecipazione attiva delle parti sociali. L’allungamento di tempi, dopo lo stop della Corte dei conti, paradossalmente può essere prezioso, perché ci può far recuperare, come parte sociale, quel “gap” riguardante il “sistema Messina”. La formazione è un elemento imprescindibile, come abbiamo sempre sostenuto. Ci vuole un’interconnessione tra organizzazioni dei lavoratori, la rete delle aziende territoriali, gli enti, gli Istituti tecnici, le Università di Sicilia e della Calabria.
Non bisogna avere paura, i cambiamenti si affrontano con coraggio. E la Corte dei conti non è un “nemico”, ma un elemento di garanzia sotto il profilo della trasparenza degli atti. Diciamo no, però, a un’opposizione ideologica a questa grande opera, che rischia di dar perdere un’opportunità storica e le ricadute sui nostri territori. Ricordiamo che il Ponte, nell’investimento complessivo, rappresenta solo una parte delle somme (quasi 5 miliardi a fronte di 13,5 miliardi). Il resto è fatto di opere che possono diventare fondamentali per Messina e per le altre città dello Stretto“.
