Quando si parla di aiuti economici per le famiglie, quasi tutti pensano all’assegno unico. Molto meno conosciuto, invece, è l’assegno di maternità dei Comuni, un sostegno che può essere molto utile proprio in un momento delicato come la nascita di un figlio o l’ingresso di un minore in famiglia. Per il 2026, l’importo pieno è di 413,10 euro al mese per cinque mensilità, quindi 2.065,50 euro complessivi, e può essere richiesto se il nucleo ha un ISEE non superiore a 20.668,26 euro. Riguarda la nascita, l’adozione e l’affidamento preadottivo.
Non è una misura pensata per tutti indistintamente: spetta soprattutto a chi non ha una tutela di maternità sufficiente o non la ha affatto. Inoltre, la domanda va presentata al Comune di residenza, mentre il pagamento viene effettuato dall’INPS. Un aspetto fondamentale è il termine: la richiesta deve essere fatta entro sei mesi dalla nascita o dall’ingresso del minore in famiglia.
C’è poi un chiarimento importante da fare. L’assegno di maternità dei Comuni non è cumulabile con altri trattamenti previdenziali di maternità, salvo il caso in cui spetti solo una somma inferiore, e allora può essere riconosciuta la differenza. Questo, però, non esclude in via generale l’assegno unico, che resta una misura distinta.
Il vero problema è che molte persone ne vengono a conoscenza troppo tardi. Ed è un peccato, perché parliamo di un aiuto concreto che, se conosciuto in tempo, può dare un sostegno reale in una fase della vita già carica di cambiamenti e responsabilità.
