Il 10 febbraio 1986 ebbe inizio il Maxiprocesso, un evento storico che vide impegnato il Pool antimafia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il quale fu possibile grazie alle cruciali dichiarazioni di Tommaso Buscetta, il primo grande collaboratore di giustizia che rivelò i segreti di Cosa Nostra. A quarant’anni di distanza dall’avvio di quel processo epocale, Rai Cultura ripropone la docufiction Maxi.
Il grande processo alla mafia, in onda su Rai Storia da lunedì 9 febbraio alle 21.10. Il Maxiprocesso durò complessivamente 638 giorni e portò a una condanna senza precedenti: diciannove ergastoli e 2.665 anni di carcere per 346 imputati. Fu un processo imponente, con 476 accusati, 200 avvocati difensori e oltre 8.000 pagine di sentenza. L’intero procedimento si svolse nell’aula bunker, una struttura appositamente costruita per accogliere una così grande portata giudiziaria. La docufiction mescola con originalità le testimonianze dirette delle udienze, ricche di materiale audiovisivo digitalizzato e studiato, a momenti di fiction che ricostruiscono gli eventi.
La narrazione si dipana attraverso sei episodi e si concentra sui ricordi di Franco, un giornalista Rai di Palermo, interpretato da Giovanni Guardiano. Franco rivive gli eventi che seguirono le morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, raccontando le difficoltà e le sfide affrontate dai giornalisti e dai tecnici Rai, l’unica emittente ammessa in aula, che documentarono il processo per il pubblico italiano e internazionale. Al fianco di Franco ci sono Gianni, un cameraman romano interpretato da Fabrizio Colica, e Teresa, una giovane montatrice interpretata da Chiara Spoletini. Insieme, la squadra segue ogni fase del processo, affrontando il peso psicologico, le pressioni emotive e le minacce, fino alla storica sentenza finale.
