Alfio Torrisi è tornato a parlare della “chiacchierata” conferenza di sabato scorso, quella in cui ha chiesto alla stampa di “mentire”, tra virgolette, pur di spingere, “fare un favore” alla Reggina e mantenere unità e compattezza ai fini del raggiungimento del risultato finale. Non sappiamo a chi si rivolgesse e se si rivolgesse anche a noi. Di certo, a prescindere dal destinatario, a StrettoWeb quelle parole non sono piaciute. E lo abbiamo fatto notare in ogni maniera. E i risultati della squadra non c’entrano, né la rimonta di questi mesi. Il problema è il contesto, l’ambiente, la stampa stessa che non si ribella e i tifosi bipolari.
Probabilmente Torrisi non sarebbe tornato sulla vicenda, però è stato imbeccato proprio da chi, anziché mantenere la schiena dritta e una dignità – perché non si può chiaramente chiedere a un giornalista di “mentire” – gli offre la possibilità di replicare e precisare. A Radio Febea, il tecnico ha affermato: “probabilmente mi sono espresso male e mi dispiace, poi ci sono quelli a cui piace strumentalizzare, forse per attirare l’attenzione su di sé, sulla propria pagina, non so. Ho detto che tutti insieme dobbiamo provare a raggiungere questo obiettivo, con ambizione, essendo uniti diventiamo invincibili e quando parlo delle componenti metto anche la stampa, tutto quello che c’è attorno alla Reggina. Se parlo di stampa, intendo dire che insieme alle giuste critiche vanno ribaditi anche i meriti“.
“Questo è diverso dal voler far passare il messaggio che non ci devono essere le critiche, ci mancherebbe, le critiche devono esserci perché fanno parte dell’onestà di chi fa questo lavoro, del giornalista, dell’opinionista. La non buona prestazione di Ragusa è un dato oggettivo, questa è una critica costruttiva, altrettanto onesto è stato sottolineare l’importanza della vittoria, rispetto a chi ci è già andato in quel campo senza riuscirci” ha aggiunto.
Cosa diciamo a mister Torrisi
Alla luce di queste dichiarazioni, mister, abbiamo ancora qualcosa da dire. Giusto, come sempre, per essere chiari. Partiamo dal presupposto che nessuno – in città, tra chi segue la Reggina – ha criticato la squadra, neanche dopo il pari contro il Savoia. Sicuramente in Serie D la Reggina ha il compito e dovere di vincere ogni gara, ma di certo non si può condannare con troppa enfasi un pari contro il Savoia, anche per come è avvenuto. Non si può condannare come sono state da condannare le sconfitte, e le rispettive modalità, di buona parte delle gare del girone d’andata. Per quanto concerne i meriti, invece, sembra abbastanza chiaro come la tifoseria sia ai suoi piedi, oggi. In quello che dice, in quello che fa, in come lo dice. Era così anche con Trocini e, come già detto, e come già successo in passato con altri, poi lo hanno scaricato. Stia attento, sarà così anche con lei, lo ribadiamo. I meriti sul campo sono suoi, e nessuno glieli toglie. Ricordiamo, però, sempre, che la Reggina è in Serie D, e i meriti vanno sempre contestualizzati. I risultati del girone d’andata non sono colpa sua, ma la Reggina in Serie D per il terzo anno è in insulto. Che diventa vergognoso se pensiamo che in tre anni non è mai stata prima in classifica neanche per un’ora.
Sulla strumentalizzazione, beh, sarebbe meglio sorvolare. Se la Reggina non è riuscita a centrare un obiettivo minimo, non è di certo per l’ambiente non compatto, anche perché l’anno scorso contro il Siracusa c’era un pubblico da Serie B. In questa categoria, la Reggina dovrebbe stravincere con il vento a sfavore, e non solo con quello. E se lo ribadiamo, almeno noi su StrettoWeb – e purtroppo pochi altri – è perché in Serie B ci vorremmo arrivare davvero. Quella vera, però. Quella che trasmette anche su Sky. E che ci permette di confrontarci con Sky. Altrimenti dovremmo continuare a discutere con il Presidente… dell’Igea Virtus. Se a lei va bene, problemi suoi. A noi brucia, e anche tanto. E non riusciamo a stare zitti…
