Il 10 Febbraio 2026, presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose di Reggio Calabria, si è svolto un importante dibattito tra persone autorevoli e di prestigio a favore del sì ed a favore del no per il Referendum sulla Giustizia 2026 che chiamerà i cittadini a votare il 22 e 23 Marzo su una riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e dei magistrati con funzione requirente. Per il Sì ha argomentato il Dott. Ilario Ammendolia, Meridionalista e già Sindaco di Caulonia. A sostegno del no invece il Dott. Stefano Musolino, Segretario Nazionale di Magistratura democratica e Procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Ha moderato la Dott.ssa Magda Galati Direttore dell’Istituto Superiore di formazione Politica Sociale Mons. Lanza.
Era presente all’incontro anche l’Avv. Eliana Carbone, opinionista culturale per la Calabria, la quale prima dell’inizio del convegno ha potuto interloquire sia con l’esponente per il sì alla Riforma Dott. Ilario Ammendolia sia con l’esponente per il no alla modifica costituzionale Dott. Stefano Musolino. “Devo premettere – ha detto l’Avv. Eliana Carbone – che il mio obiettivo principale è stato quello di chiedere a tutti e due gli illustri relatori a confronto quale sia l’argomento decisivo che i cittadini devono conoscere per farsi un’idea consapevole sul Referendum della Giustizia 2026 al fine di potere esercitare al meglio il proprio diritto al voto”.
“Ed in particolare – ha continuato l’opinionista Carbone – la domanda cruciale, per quanto riguarda la riforma costituzionale per la separazione delle carriere in magistratura che rivoluzionerebbe l’organizzazione giudiziaria in Italia e su cui al popolo spetta l’ultima parola con il referendum indetto, sembra essere: se trattasi di una riforma necessaria o invece di un rischio per la nostra democrazia?”.
La versione del “sì” al Referendum sulla Giustizia
Nel colloquio il Dott. Ilario Ammendolia, promotore del sì alla Riforma Costituzionale in oggetto, ha riferito: “io sono qui per ribadire le ragioni del sì, che ritengo abbastanza importanti perché ci consentono di seguire il solco indicato dalla Costituzione Repubblicana, che ha voluto che il cittadino fosse garantito da un Giudice terzo”.
“Questa Riforma non intacca minimamente quelli che sono i poteri del Pubblico Ministero e le funzioni che attualmente ha, in quanto resta tutto lo stesso con l’unica differenza che il Pubblico Ministero avrà carriere separate dai Giudici con funzione giudicante. E quindi avremo un Giudice che potrà giudicare, formarsi un’idea tra un’accusa ed una difesa. Credo che questa sia la maggiore garanzia per il cittadino, soprattutto per quello più indifeso. Stiamo perciò per concludere questo iter che Vassalli medaglia d’argento della Resistenza ha voluto imboccare già nel 1989”.
La versione del “no” al Referendum sulla Giustizia
Subito dopo Eliana Carbone si è rivolta al Dott. Stefano Musolino, il quale al sostegno del no ha così dichiarato: “l’argomento più importante a sostegno del no è la voglia di mantenere questa Costituzione, che ci ha garantito diritti e libertà e che vuole essere invece modificata nel senso di garantire alla politica la possibilità di controllare maggiormente la magistratura indebolendone l’autonomia e l’equilibrio. E questo è un pericolo non per i magistrati ma per tutti i cittadini perché si minerebbe l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Quando un potere dello Stato aumenta – ha continuato il Procuratore Stefano Musolino – qualcun altro si indebolisce”.
“Perciò questo è sempre un rischio perché invece i nostri costituenti molto saggiamente avevano garantito un equilibrio tra tutti i poteri dello Stato in maniera che gli stessi poteri si controllassero tra di loro e di conseguenza un aumento dei poteri della politica a discapito di quelli della magistratura rischia di rendere, secondo me, troppo forte la politica e troppe pericolose le conseguenze che ne potrebbero derivare per tutti i cittadini”. Successivamente si è svolto il convegno-confronto in una sala gremita di gente e con successivo dibattito pubblico.
