“In merito ai lavori per la realizzazione del nuovo porto di Tremestieri siamo, purtroppo, giunti al limite del dileggio e della presa in giro di Messina e dei messinesi. Infatti, è opportuno ricordare che nel corso dell’atteso incontro con i Sindacati, convocato qualche settimana fa dal sindaco Basile alla presenza del presidente dell’Adsp dello Stretto Rizzo e del commissario per la realizzazione del porto di Tremestieri Di Sarcina, è stato formalmente comunicato, con ampia eco mediatico, che entro il mese di gennaio sarebbero iniziati i lavori a mare propedeutici alla palificazione per costruire la diga foranea, vale a dire il cuore dell’opera. Fu proprio il commissario Di Sarcina ad assumere solennemente questo impegno che, oggettivamente, pur tra le enormi cautele del caso, fu considerato come la concreta apertura di uno spiraglio finalizzato a sovvertire i seri e reali rischi di incompiuta che, sempre più, si addensano in merito alla realizzazione di un’opera strategica per il futuro di Messina e fondamentale per tutta la collettività”, lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Trirrenica, e Antonino Di Mento, segretario generale Uil Trasporti Messina.
“Dobbiamo registrare che le parole e gli impegni solenni sono miseramente rimasti lettera morta”
“Infatti, ove si dovesse realizzare, il nuovo porto di Tremestieri rappresenterà la definitiva liberazione del centro cittadino dal far west costituito dall’invasione e dal permanente transito di tir e automobili. Dobbiamo registrare che le parole e gli impegni solenni sono miseramente rimasti lettera morta e non è seguito alcuna azione concreta poiché, alla data odierna e quindi ben oltre i tempi comunicati, non è stato messo neanche un chiodo relativamente alla diga foranea e alle attività connesse. E’ questa l‘inaccettabile realtà dei fatti che, tra l’altro, si caratterizzano per un permanente ed assordante silenzio dei “protagonisti” della realizzazione del porto di Tremestieri, a partire dal commissario Di Sarcina, che avrebbero dovuto sentire il dovere morale di comunicare alla città ogni eventuale novità. Rammentiamo che l’appalto in questione è pari a circa 90 milioni di euro che, banalmente…, sono soldi della collettività che non può subire ulteriormente l’umiliazione rappresentata da parole al vento ed impegni disattesi”, hanno così concluso Ivan Tripodi, Pasquale De Vardo e Antonino Di Mento.
