Ex studenti della Columbia University hanno deciso di fondare una Community per organizzare webinar sui più svariati temi dell’attualità. Il convegno d’esordio, oggi, è sul Ponte sullo Stretto, uno dei più caldi dei nostri giorni. Grande protagonista, e relatore principale, è il Prof. Enzo Siviero, Rettore dell’Università e-Campus, esperto di ponti e grande appassionato del progetto di quello dello Stretto, nello specifico. Ad introdurre i lavori, il Prof. Ing. Fausto Minelli, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Brescia.
“Il Ponte – esordisce Minelli nel webinar online – è un’opera ingegneristica straordinaria, se e quando verrà realizzato sarebbe il più lungo al mondo. Unirebbe il traffico pesante a quello ferroviario. Si parla sempre di Messina Type, questo progetto legato a un iter cambiato nei decenni. Sappiamo che tanti ponti, anche piccoli, prendono ad esempio proprio l’impalcato del cosiddetto Messina Type. La discussione che sentiamo nei media è scadente e mediocre, diventa politica. Non è questo il nostro caso oggi”.
La presentazione del Prof. Siviero: dall’affascinante progetto del Ponte “Afromediterraneo” ai ponti del mondo
Dopo la breve introduzione di Minelli, ecco la presentazione del Prof. Siviero. “La mia relazione è diversa da quelle che sono le aspettative, nel senso che non entrano troppo nel dettaglio tecnico. Voglio inquadrare il Ponte sullo Stretto in un contesto un pochettino più ampio. L’impalcato disegnato dal vento, con un’intuizione straordinaria di Brown, è un progetto bellissimo” comincia Siviero, prima di parlare del suo progetto sul “Ponte Afromediterraneo”. “Io ho immaginato una grande ferrovia che partendo da Città del Capo possa arrivare a Pechino, perché il Ponte sullo Stretto non può ridursi semplicemente a Calabria e Sicilia, a questa grande area metropolitana dello Stretto” aggiunge Siviero mostrando la mappa di questo “Ponte Afromediterraneo” che riguarda il collegamento Europa e Africa. “L’Europa si deve confrontare con l’Africa con un atteggiamento familiare. L’Europa deve essere il nonno, l’Africa il nipote. L’Africa rappresenta il futuro dei prossimi 50 anni, è l’unico continente che moltiplicherà”.
La presentazione di Siviero, composta da slide, prosegue poi con immagini di alcuni ponti esistenti, come quello del Bosforo, di Oresund (Svezia/Danimarca), di Rion Antirion (Grecia), di Vasco da Gama (Portogallo), di Hodaryat (Abu Dhabi), di Jia Shao (Cina), di Millau (Francia), il Gran Canale Maritime in Normandia, il Tatara (Giappone), lo Stonecutters (Hong Kong), il Sutong (Cina), il Russky (Russia), il Ponte 25 de Abril (Portogallo), lo Storebealt (Danimarca), lo Tsing Ma (Hong Kong), l’Akashi (Giappone), il Cannakkale (Turchia). “Tutti i ponti della storia hanno collegato, Messina è l’unico che divide, perché i guantoni da boxe si sono sostituiti a fatti politici. Oggi sono un fautore del Ponte sullo Stretto, anche se all’inizio anch’io dicevo: ‘ok il Ponte, ma prima il resto’. Per 50 anni non hanno fatto né il Pont e né il resto. Ora stanno iniziando, con i corposi investimenti previsti per Calabria e Sicilia”.
“A mio avviso il Ponte abbellisce lo Stretto, e non il contrario, come dicono in molti. E’ dal 1954 che va avanti questa cosa”, continua Siviero mostrando una vecchia cartolina di allora. “Si sono tutti concentrati sul Ponte, ma ci sono infiniti collegamenti stradali e ferroviari a terra”, fa notare il Professore passando ai giorni nostri e al progetto attuale. E citando, ad esempio, la metropolitana di superficie. “La metropoli dello Stretto, a mio avviso, deve arrivare almeno fino a Gioia Tauro in Calabria e almeno fino a Taormina in Sicilia, non fermarsi a Reggio o Villa e a Messina”.
Poi conclude: “nei prossimi mesi ci sarà il via, si sta lavorando per rispondere alle richieste, alcune comprensibili e alcune forzate. Le faglie? Un falso problema. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il più studiato al mondo. Chi lo realizzerà ha costruito i più importanti ponti al mondo. Le obiezioni dei ‘no’ sono terra terra, sbagliate. Chi lo dice vive di riflesso, non ha neanche mai visto un ponte. Sono considerazioni ideologiche Tranquilli che il Ponte si farà, è sicuro e quando sia farà sarà un valore aggiunto. Non per niente Webuild ci tiene molto. Tra i tanti ‘no’ c’è chi dice ufficialmente ‘no’ e ufficiosamente ‘sì’, un po’ come per il referendum. Non mi fate dire altro, però…”.
