Pasquale Surace, il primo DJ di Reggio Calabria a suonare al “Cocoricò” di Rimini: “io, la musica e la mia vita da studente, ma ho un sogno” | INTERVISTA

L'intervista al DJ reggino Pasquale Surace, giovanissimo ma già protagonista in Italia e all'estero: a marzo sarà di scena a Rimini

“Porca miseria, certo che è un grande traguardo!”. Non nasconde l’emozione, Pasquale Surace. Pasquale è un DJ di Reggio Calabria, ha solo 23 anni, suona da circa tre, eppure ha già bruciato tante tappe. Il 10 marzo, infatti, sarà di scena a Rimini, al “Cocoricò”, una delle discoteche storiche e più importanti in Italia. Appassionato di musica fin da bambino, con quell’anima da “intrattenitore” pieno di energia, la sua quotidianità è quasi sdoppiata: studente di tecniche di radiologia di giorno, deejay la notte. Una carriera iniziata da Roma, dove studia, e poi sparsa un po’ per tutta Italia e, in estate, anche all’estero, tra Grecia e Malta.

Ora, un importante traguardo: il Cocoricò, appunto. Pasquale Surace è il primo DJ di Reggio Calabria a suonare in questa importante discoteca. E, per l’occasione, lo abbiamo contattato per una piacevole chiacchierata.

Che emozione il Cocoricò.

“Eh già, porca miseria. E’ un gran traguardo. Lì si esibiscono grandi special guest. Io lo farò in occasione dei 100 giorni d’Italia, sarà una serata con protagonisti gli studenti, che festeggeranno i 100 giorni agli esami di Maturità”.

Come nasce il percorso che ti ha portato fino a qui?

“La passione per la musica è iniziata fin da piccolo. Da adolescente facevo il corso di pianoforte ai bambini. Poi, crescendo, ho iniziato ad appassionarmi alla produzione musicale, alla musica elettronica. Era, però, un hobby da cameretta, anche perché a Reggio la vita notturna non offre le opportunità delle grandi città, ovviamente. Poi, trasferendomi a Roma per studiare, e partecipando a locali enormi da spettatore, mi è scattata la scintilla, ma avevo zero esperienza, non avevo mai fatto serata. Ho iniziato ad addentrarmi, con qualche conoscenza, e ho iniziato a fare qualche serata, nei posti piccoli, fino a passare ai club più grandi qui a Roma, al Piper ad esempio. E poi sono anche DJ ufficiale della Sapienza di Roma, dove faccio le serate per gli studenti”.

Il tutto, a soli 23 anni. Hai bruciato le tappe.

“Sì, diciamo che è stato un percorso rapido. Ma ora, attraverso i social, si riesce a raggiungere un certo pubblico in poco tempo, a farsi conoscere. Le mie serate vanno bene e la Community si ingrandisce ancora di più. L’estate scorsa sono stato a Zante, da luglio a settembre. Sono stato anche a Malta. A gennaio sono stato a Reggio Emilia, poi a Modena. Si gira tanto”.

E a Reggio Calabria, la tua città?

“Ci sono stato questa estate, sia in qualche Lido che alle serate dell’Arena dello Stretto. E poi a marzo sarò anche a Messina”.

Noti differenze tra l’Italia e l’estero, nel tuo settore?

“Soprattutto nei gusti musicali, i generi cambiano da paese a paese”.

E quindi devi adattarti o hai un tuo repertorio?

“Ho un mio repertorio. ma questo è un elemento che distingue chi lo fa per hobby da chi lo fa per professione. Ogni serata è diversa, c’è gente diversa, ho imparato a visualizzare bene, a capire che tipo di genere può andare di più”.

E tu hai delle preferenze?

“A me come musica piace tutto e ho fatto di tutto, dalle serate tecno potenti a quelle commerciali reggaeton. Ho fatto anche house, soprattutto nelle zone di Milano. Tra l’altro me lo chiedono sempre, ma io non mi identifico in un genere in particolare”. 

E hai un idolo?

“Sì, si chiama James Hype, anche lui è partito da piccolo. Dopo 10-15 anni, ora suona nei palchi del mondo, a Ibiza”.

A proposito di Ibiza, è il prossimo obiettivo o sogno?

“Certo, ovviamente. E’ il traguardo a cui ambisce chi fa questo nella vita. A dir la verità qualche rumors già c’è, ho avuto dei contatti, non so se nei prossimi mesi o per la prossima estate, ma non mi monto la testa, resto umile”.

Ed è forse questo l’elemento che ti ha portato a bruciare le tappe? Ovvero l’umiltà?

“Guarda, io ne ho visti tanti che iniziavano, ma poi si montano la testa e si perdono per strada”.

Anche perché magari, al di fuori, l’immagine che si ha di voi è delle classiche figure che si divertono, che quasi quasi neanche lavorano. Che vanno lì, due ore, mettono un po’ di musica e poi vanno a casa. Smentiamo il falso mito?

“Noi siamo persone comuni, come le altre. Alle persone il mondo dei DJ sembra facile, senza problemi. Arrivi là, mezz’ora prima, e poi te ne vai dopo. Ma non è così. C’è anche gente che conosco io che è sposata, ha famiglia. In quell’ora sei la star della serata, ti conoscono tutti, ma poi a fine serata ti ritrovi da solo. E poi io durante il giorno sono un normale studente di 23 anni che studia tecniche di radiologia, mi devo laureare”.

Quindi non solo musica nella tua vita?

“Sì, c’è anche quello che si può definire piano B. E’ sempre buono averne almeno due. Poi quella della musica è innanzitutto una passione”.

Cosa ti contraddistingue e cosa pensi possa averti portato a bruciare le tappe così?

“Secondo me è proprio la passione che ci metto, ripeto, e la gente me lo dice. C’è chi fai il deejay per avere un ritorno economico o farsi notare davanti a tutti. A me invece piace proprio suonare. Agli inizi, ad esempio, andavo anche da amici, a suonare, così, in modo del tutto gratuito, senza un compenso, ma perché mi piaceva. E poi ti dico una cosa”.

Prego.

“Io quando suono nelle discoteche non è che metto la pennetta e faccio partire il repertorio, ma cerco di creare un vero e proprio show. Inserisco, ad esempio, passaggi di batteria o pianoforte. E ora per il 2026 il mio obiettivo è imparare il sax”.

Quindi tu sai suonare anche altri strumenti?

“Sì, batteria e pianoforte, appunto”.

E non è scontato per un DJ, giusto?

“Pensa che molti non sanno neanche cosa sia uno spartito musicale, ma anche semplicemente la teoria musicale. Ma a me, come dicevo, piace la musica in generale, non mi identifico in un genere e mi piace ogni genere”.

E la produzione è importante?

“Deejay che suonano ce ne stanno tantissimi, ma che producono musica propria ce ne sono pochi. Io in questo periodo sto producendo canzoni mie, ma finora ne ho pubblicata solo una. Altre invece le suono alle mie serate”.