Ilaria Salis senza ritegno: post vergognoso contro le forze dell’ordine

Senza ritegno le parole utilizzate da Ilaria Salis, che accusa le forze dell'ordine a qualche giorno dai fatti di Torino

Prima del corteo un post di solidarietà ai manifestanti. Poi, quando serviva parlare e condannare, il silenzio. Successivamente, a freddo, dopo qualche giorno, nuovi interventi, ma vergognosi, come quello di stamattina. Senza ritegno le parole utilizzate da Ilaria Salis, che accusa le forze dell’ordine. “Da Torino continuano ad arrivare immagini e testimonianze di gravi abusi di polizia. Pestaggi di gruppo contro manifestanti isolati che non oppongono alcuna resistenza; lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo per colpire e fare male; insulti e minacce; etc. etc”.

“Eppure, di fronte a questo schifo, chissà come mai non si leva lo stesso coro di condanne che abbiamo sentito a parti invertite. È la politica del doppio standard, la stessa ipocrisia che conosciamo fin troppo bene in politica estera. Nel frattempo il Governo procede spedito verso un nuovo pacchetto sicurezza – che sarebbe più corretto definire pacchetto repressione – pensato per ampliare ulteriormente i poteri della polizia e garantirle una sostanziale impunità. Con l’aberrazione giuridica dello scudo penale, le Forze dell’Ordine diventeranno cittadini un po’ più uguali degli altri di fronte alla legge. I manifestanti sottoposti a fermo preventivo, un po’ meno. La deriva autoritaria guidata dai post-fascisti al potere compie un altro strappo in avanti. Sta a noi contrastarla. Per farlo, serve una coalizione ampia”.

Non è un mistero, in realtà, questa presa di posizione, considerando l’ideologia dell’Europarlamentare di estrema Sinistra. La condanna alla violenza non c’è, e se c’è è molto a margine, oltre che in ritardo. In compenso c’è però quella narrazione ribaltata che tanto comodo ha fatto ai suoi “compagni” in questi giorni: trovare il pretesto per attaccare un Governo, e le sue forze, al grido di repressione e Stato di Polizia, come se fosse autoritario stringere la cinghia su una Sicurezza che in Italia oggi è a rischio.