“Mi fa piacere che mi è stato fatto il test antidroga, perché io sono pulito, non uso droghe e non ho mai fatto cose illegali, mai fatto del male”. E’ il senso di una delle risposte date oggi da Carmelo Cinturrino, il poliziotto in carcere per aver ucciso Abderrahim Mansouri, nell’interrogatorio davanti al gip Domenico Santoro, alla presenza del suo legale Pietro Porciani e del procuratore Marcello Viola. Da quanto si è saputo, nelle indagini della Squadra mobile della Polizia il 41enne assistente capo è stato sottoposto anche alle analisi specifiche sull’uso di stupefacenti, i cui esiti non sono ancora arrivati in Procura.
E’ stato confermato, poi, che la difesa e le parziali ammissioni di Cinturrino sono state incentrate sul tema della “paura”: lo spavento, il panico quando quella figura a distanza “si è abbassata” per prendere “qualcosa” (era una pietra) e che lo ha portato, perdendo lucidità, a sparare; e poi il timore delle conseguenze successive e quella messinscena della pistola finta. Ha detto di aver scoperto che era Mansouri solo quando l’ha visto a terra agonizzante.
Un punto da chiarire, e su cui lui ha dato risposte confuse, è se il collega – quello che era vicino a lui – sapesse o meno che nella borsa c’era quella pistola finta. Nell’interrogatorio non si è affrontato il capitolo delle operazione borderline e delle presunte richieste di pizzo e droga. Un fronte aperto che potrebbe portare all’iscrizione di altre accuse a carico di Cinturrino, oltre all’omicidio. Il poliziotto, comunque, ha voluto ribadire di essersi sempre comportato bene, in modo regolare. Il 41enne non ha chiarito nemmeno perché avesse deciso di tenere quella replica della Beretta trovata in zona Lambro.
Né ha parlato di suoi rapporti con Mansouri. Ha solo detto che era conosciuto come pusher della zona. Si è detto rammaricato, dispiaciuto in modo generico per quanto accaduto. La decisione del gip sulla convalida del fermo e sulla misura cautelare (la Procura chiede il carcere, per la difesa basterebbero i domiciliari) dovrebbe arrivare domani.
