L’ex Direttore Sportivo del Messina Giovanni Martello è intervenuto a Pianeta Dilettanti, due giorni dopo il derby dello Stretto, per parlare dell’ACR, del pari in casa della Reggina e del motivo delle sue dimissioni di qualche mese fa. Dopo l’avvento della nuova proprietà, infatti, il dirigente ha salutato elegantemente, senza rancori e polemiche, perché si è sentito scavalcato. Non lo ha detto esplicitamente, ma lo ha fatto intendere nel corso dell’intervento.
“Non sono stato esonerato, ma ho dato le mie dimissioni, lasciando un contratto in punta di piedi, così come sono arrivato ho tolto il disturbo senza polemiche e astio. Sono stato chiamato in estate, ho costruito la squadra con mister Romano, abbiamo fatto 29 punti e subito solo 11 gol, di cui 3 su rigore. Poi è arrivata la nuova proprietà e, al di là di tutte le interviste sbandierate ai quattro venti, in cui dicevano che Martello e Romano avrebbero continuato, poi alla prova dei fatti questo non è avvenuto. E’ stato nominato come direttore tecnico prima Ninni Corda (che però non si è mai insediato, andando poi all’Olbia, ndr), ma io non avrei avuto margini di manovra se non con il benestare di chi sarebbe stato sopra di me” ha evidenziato Martello.
“La squadra era stata costruita in modo economicamente sostenibile, con determinati paletti economici rispettati, non avendo pagato un euro di procura, perché non ce n’erano le possibilità. Non dico fossi convinto, ma ero soddisfatto e mai avrei immaginato che la società avesse – comunque legittimamente – intenzione di prendere un altro DS. Non mi sembrava il caso di rimanere tanto per uno stipendio, ecco”, ha precisato ancora Martello.
