Per la prima volta un sindacato nella Legione Carabinieri Calabria: visita storica e apertura al dialogo istituzionale

Per la prima volta una delegazione UNARNA entra ufficialmente nella sede regionale dell’Arma: “dialogo e confronto nel rispetto dei ruoli"

“Un momento storico per il sindacalismo militare calabrese. Per la prima volta nella storia del sindacalismo militare in Calabria, una delegazione sindacale ha effettuato una visita ufficiale presso la Legione Carabinieri Calabria, cuore operativo e simbolico dell’Arma nella regione. La delegazione del sindacato UNARNA era composta dal Segretario Generale Regionale Fabio Riccio e dal Segretario e Consigliere Regionale Dott. Antonio Cardamone”. E’ quanto afferma in una nota UNARMA.

“L’accoglienza istituzionale è stata curata dal Capo di Stato Maggiore, Colonnello Massimo Rosati. Successivamente, la visita è proseguita alla presenza del Comandante del Reparto Comando, Colonnello Castello, unitamente ai Luogotenenti Pezza e Zappalà, che hanno accompagnato con disponibilità e spirito di collaborazione la delegazione nel percorso attraverso i reparti della struttura, protrattosi per circa quattro ore”.

Riccio dichiara: “Questa visita rappresenta un momento storico. Per la prima volta un sindacato entra ufficialmente nel cuore della Legione Calabria, non per contrapporsi, ma per dialogare, osservare e comprendere. È il segno di una maturità istituzionale che rafforza il rapporto tra rappresentanza e Amministrazione”.

Riccio continua: “Abbiamo potuto constatare ambienti ordinati, funzionali ed efficienti. È evidente la presenza di una guida autorevole e determinata, capace di garantire organizzazione e disciplina. I colleghi incontrati nei vari reparti hanno mostrato professionalità e senso di appartenenza, elementi che onorano l’Arma e la Calabria”. Riccio conclude: “un sindacato moderno non sceglie i luoghi in base alla loro dimensione o alla presenza di criticità. Noi siamo presenti ovunque: nelle piccole stazioni come nei Comandi più prestigiosi. Questa visita dimostra che il confronto istituzionale è possibile, nel rispetto dei ruoli e nell’interesse esclusivo dei colleghi e dell’Istituzione”.