“È fantastico essere di nuovo nella splendida Davos, in Svizzera, e rivolgermi a tanti leader di aziende, a tanti amici e pochi nemici“. Si è presentato così Donald Trump davanti alla sala gremita di magnati e leader mondiali del World Economic Forum (Wef) di Davos, in Svizzera. Trump ha aggiunto di essere arrivato sulle Alpi svizzere portando “notizie davvero fenomenali dall’America“.
USA motore economico del mondo
L’inflazione negli Stati Uniti ora è stata “sconfitta”, grazie alle “mie politiche non c’è inflazione e la crescita è straordinariamente alta“, ha dichiarato Trump che rivendicato un impulso notevole all’economia degli Stati Uniti, sostenendo che con lui alla Casa Bianca “l’economia è in grado di crescere al doppio del tasso previsto dal Fmi. Credo che le mie politiche possano portare una crescita ancora più elevata. – ha aggiunto – Gli Stati Uniti sono il motore economico del pianeta e quando l’America prospera, prospera anche il mondo intero“.
“Invece di alzare le tasse, abbiamo imposto i dazi ai Paesi stranieri per far pagare a loro i danni provocati“, ha spiegato.
L’Europa si sta autodistruggendo
“Alcuni posti in Europa francamente non sono neanche riconoscibili, non voglio insultare nessuno, amo l’Europa, ma non sta andando nella giusta direzione“, ha dichiarato Trump puntando il dito in modo particolare contro “l’immigrazione di massa non controllata“.
“Vogliamo alleati forti, non alleati indeboliti. Vogliamo che l’Europa sia forte“, ma si sta “autodistruggendo”, ha rimarcato Trump sottolineando che gli Stati Uniti “tengono al popolo europeo“, ricordando le sue origini europee.
La difesa della Groenlandia e la Seconda Guerra Mondiale
“Solo gli Stati Uniti possono proteggere la Groenlandia. E’ per questo che sto cercando negoziati immediati per l’acquisizione” dell’isola territorio danese. Trump rimarca la sua posizione a Davos e specifica che questa “non è una minaccia alla Nato“.
“Ho un tremendo rispetto per il popolo della Groenlandia e di Danimarca e ogni alleato Nato ha il dovere di difendere il proprio territorio, ma il fatto è che nessuna nazione o gruppo di nazioni sono nella posizione di proteggere la Groenlandia“, ha spiegato Trump sottolineando che gli USA “sono una grande potenza, più grande i quanto la gente possa comprendere“.
Trump ha poi ricordato come durante la Seconda Guerra Mondiale, la Danimarca “perse contro la Germania dopo una battaglia di sei ore, ed abbiamo dovuto inviare le nostre truppe per proteggerla. Senza gli Stati Uniti tutti parlerebbero tedesco o giapponese. Quando la guerra è finita l’abbiamo restituita alla Danimarca, è stato stupido ma l’abbiamo fatto. E quanto sono ingrati loro adesso“.
Il Golden Dome e i regali al Canada
“Tutto ciò che vogliamo dalla Danimarca è questa terra su cui costruiremo il più grande Golden Dome mai costruito – ha aggiunto Trump – Il Golden Dome difenderà il Canada. Il Canada riceve molti regali da noi, tra l’altro. Dovrebbero esserci grati, ma non lo sono. Ieri ho visto il loro primo ministro (Mark Carney, ndr). Non era molto grato, ma dovrebbe esserlo. Il Canada esiste grazie agli Stati Uniti“.
Trump non userà la forza per annettere la Groenlandia
A dispetto degli isterismi generali dei Paesi UE, Trump ha dichiarato che non userà la forza per annettere la Groenlandia, sottolineando che se volesse farlo, gli USA sarebbero “inarrestabili”. Il presidente americano ha puntato il dito contro gli alleati Nato che si oppongono alle sue mire espansionistiche, affermando che “noi diamo così tanto, ed abbiamo così poco in cambio.
Non abbiamo mai chiesto nulla, non abbiamo mai avuto niente e probabilmente non l’avremmo a meno che io non decido di usare la forza e la potenza eccessiva, cosa che ci renderebbe inarrestabili. Ma non lo farò. Potete dire di sì e lo apprezzeremo molto, o potete dire no e ce lo ricorderemo. Tutto quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio in cambio della pace mondiale”.
“Non è molto“, ha affermato Trump, parlando dell’isola come un territorio freddo e scarsamente popolato che “può giocare un ruolo cruciale per la pace mondiale“.
Nel suo passaggio sulla Groenlandia, come fa notare anche l’Nbc, il presidente ha sbagliato diverse volte il nome dell’isola, chiamandola Islanda. “Sto aiutando la Nato e fino a pochi giorni fa, quando ho parlato loro dell’Islanda, mi adoravano“, ha detto Trump in uno dei passaggi in cui ha chiamato la Groenlandia Islanda.
“L’Europa deve difendere l’Ucraina”. Ma Trump incontrerà Zelensky
“Sta all’Europa risolvere la guerra in Ucraina, non agli Stati Uniti“. E’ la posizione ribadita da Donald Trump nel suo discorso a Davos, ribadendo: “Lavoro sulla guerra in Ucraina da un anno, ho risolto nello stesso periodo otto guerre. Putin mi ha chiamato per dirmi che non riusciva a credere che avessi risolto il conflitto tra Armenia e Azerbaigian in un giorno, mentre lui ci stava lavorando da dieci anni“.
“Non avremo una Terza Guerra Mondiale. Penso che se non fossi stato eletto, la guerra tra Russia e Ucraina avrebbe potuto trasformarsi nella Terza Guerra Mondiale“, ha aggiunto il tycoon.
Trump ha poi affermato di essere pronto a incontrare Zelensky a Davos ribadendo la convinzione che Putin “voglia fare un accordo“, così come Zelensky.
Macron e gli occhiali da sole
“Ho chiamato Emmanuel Macron, ho ascoltato il suo bellissimo discorso ieri, con gli occhiali da sole, ha cercato di fare il duro. In realtà mi piace, anche se è difficile crederlo“, ha dichiarato Trump raccontando poi di come è riuscito a convincere “in tre minuti” Macron a tagliare i prezzi dei farmaci.
“Ho detto a Emmanuel che avrebbe dovuto aumentare i prezzi dei farmaci“, ha raccontato, aggiungendo che lui ha risposto “no, no Donald“.
“Emmanuel hai approfittato dei prezzi bassi dei farmaci americani, sì lo farai – è stata la replica secondo quanto raccontato da Trump – raddoppierai, triplicherai i prezzi dei farmaci o applicherò dazi del 25%, o del 100% sui vini francesi. Ci ho messo tre minuti a convincerlo“.
I guadagni del Venezuela
Spostandosi sul Venezuela, Trump ha dichiarato: “il Venezuela sta facendo fantasticamente bene, in sei mesi guadagnerà più di quello che ha guadagnato in 20 anni. Una volta finito l’attacco hanno detto ‘facciamo un accordo’. Ogni maggiore compagnia petrolifera sta arrivando con noi, è straordinario – ha aggiunto – è una cosa bella da vedere e la leadership del Paese è molto brava, sono stati molto, molto intelligenti“.
