Dalla contestazione perenne di Cosenza contro Guarascio, alle ultime tensioni a Vibo (società consegnata al Sindaco), fino alle continue giravolte di Reggio Calabria, oggi Catanzaro è l’unica piazza di calcio tranquilla, in Calabria. Dopo tanti investimenti, scelte giuste e serietà ai vertici, la squadra giallorossa è al terzo anno di Serie B, terzo anno di fila in cui lotta per difendere i playoff per la Serie A. L’unica piazza, dicevamo, perché sono da segnalare proteste anche a Crotone. La Curva Sud, infatti, ha diffuso un pesante comunicato per denunciare che da ora in poi diserterà lo stadio.
Il comunicato della Curva Sud del Cosenza
“Per noi quello che oggi comunichiamo è una cosa che fa male, una scelta che ci fa soffrire. Abbiamo deciso di restare fuori dal settore dalla prossima partita ad oltranza. Questa scelta non è dovuta solo ai risultati ma soprattutto alla mancanza di rispetto che ormai da troppo tempo notiamo nei nostri confronti. La Curva Sud non è in vendita, la nostra passione non si baratta. Abbiamo subito polemiche per aver girato gli striscioni al contrario, gesto fatto esclusivamente per dare sostegno ai nostri fratelli diffidati. Nonostante le spiegazioni non è servito, ci è stato addirittura “consigliato” di rimetterli normalmente perché potevamo dare un segnale sbagliato” si legge.
“In tutto questo fa riflettere anche un altro aspetto: sono quattro anni che a Crotone non si fa una presentazione ufficiale della squadra. Un dettaglio per qualcuno, ma non per noi. Anche queste scelte contribuiscono ad allontanare la gente, a disinnamorare una città che invece avrebbe solo bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Fa riflettere anche quanto accaduto nell’ultima partita in casa, con un disagio all’impianto elettrico ancora oggi senza spiegazioni chiare. Dubbi che, inevitabilmente, ci fanno pensare male. Così come fa riflettere il fatto che da mesi, quasi da ottobre, non si giochi più con la maglia rossoblù, ma con una maglia nera, colore di lutto, che non rappresenta la nostra storia né la nostra identità”.
“Non parliamo delle conferenze che si sono susseguite in quest’anno. Così come si è detto che non si è mai vista una curva fare due comunicati contro un allenatore (cosa discutibile), non si è mai visto nemmeno un disprezzo simile verso chi segue quei colori ovunque, in giro per l’Italia, cosa che continueremo a fare. Non andiamo oltre perché la nostra dignità e il nostro onore non meritano di scendere nei particolari di parole inutili dette in questi mesi. I giocatori vanno e vengono, gli allenatori restano se c’è un progetto o se non hanno alternative, le società devono essere sostenibili ed è giusto così. Noi no”.
“Noi ci saremo sempre, se i giocatori vanno via, se gioca la Primavera, se non ci sono fondi, se non ci sarà una squadra iscritta. Noi ci saremo perché noi siamo gli Ultras di Crotone. Nessuno ci caccerà dagli spalti, saremo noi a dire stop. Abbiamo deciso di prenderci una pausa, con la speranza che il popolo crotonese capisca le nostre ragioni, pronti a tornare quando si capirà che siamo la prima ruota del carro, non l’ultima” si chiude la nota.
