Il Comune di Reggio Calabria prova a guardare avanti, ma intanto resta indietro. Prova a lanciare messaggi volti ad incrementare l’occupazione in città, ma non si accorge, o forse dimentica, di saldare vecchi conti riguardanti bandi simili del passato. Quanto passato? Esattamente del 2006, venti anni fa… Ma andiamo con ordine e partiamo dalla fine: il riferimento è all’Avviso pubblico, online dal 22 dicembre 2025, riguardante la concessione di incentivi in favore delle imprese per l’inclusione nel mondo del lavoro dei soggetti appartenenti alle categorie svantaggiate.
Con questo bando, il Comune “intende sostenere il sistema delle imprese nell’area del Comune della Città di Reggio Calabria, attraverso l’erogazione di incentivi per nuove assunzioni, al fine di promuovere l’occupazione stabile e di qualità, favorendo la creazione di nuove opportunità lavorative e di inclusione nel mondo del lavoro e rilanciando, nel contempo, l’occupazione nelle imprese attraverso un abbattimento del costo del personale. La dotazione finanziaria ammonta a complessivi 2.000.000,00 di euro destinati al finanziamento di assunzioni di giovani di età compresa tra i 18 anni e i 35 anni”.
Che fine hanno fatto i soldi di “Obiettivo Occupazione?”
Dunque, cosa significa? Significa che il Comune ha a disposizione 2 milioni di euro da destinare alle imprese della città che assumeranno giovani tra i 18 e i 25 anni. Tutto bello. Tutto fantastico. Grande idea. Ma c’è un interrogativo grande quanto una villa a tre piani. Che fine hanno fatto i soldi del saldo da erogare alle imprese partecipanti al bando “Obiettivo Occupazione”?. Perché non si risolve prima questa pendenza? Il bando “Obiettivo Occupazione” è abbastanza noto. Se ne è parlato spesso e in tutte le salse. Si tratta di un avviso addirittura del 2006. Venti anni fa il Comune lanciò questo bando con l’obiettivo di favorire la creazione di 300 posti di lavoro stabile in città. L’Avviso aveva una caratteristica speciale: il bando prevedeva un contributo della durata di 15 anni nei confronti delle aziende per ogni persona disoccupata che fosse stata assunta. Insomma, un bando simile a quello pubblicato adesso, lo scorso 22 dicembre.
Il problema, perché di problema si tratta, e anche bello grosso, è che quel bando si è concluso da tempo (cinque anni fa, nel 2021), ma alle imprese non è ancora stato erogato il saldo rimanente (l’ultima parte mancante di annualità da corrispondere). Numerose, varie e poco credibili le versioni fornite, negli anni, a chi chiedeva spiegazioni circa la mancata erogazione. Oggi, però, quel saldo manca ancora. Eppure il Comune si affretta a destinare nuove risorse per un bando simile, ma nuovo. Eppure, ancora, si affretta a parlare di “debito abbattuto”, di “casse dell’ente sane”, di “possibilità di assumere e indire concorsi dopo anni”. Con quale logica, però, se poi non si è in grado di saldare vecchi contenziosi?
